Turchia, mandato di arresto per Hakan Sukur

L'ex calciatore vive negli Stati Uniti da un anno. Suo il  gol più veloce ai Mondiali. E' accusato dal governo di "appartenere al gruppo terroristico armato". 

Turchia, mandato di arresto per Hakan Sukur
Hakan Sukur (Afp) 

 Istanbul - Nelle maglie della repressione in Turchia è finito anche Hakan Sukur. La procura ha ordinato l'arresto dell'ex bomber di Torino, Parma, Inter e della nazionale turca, con l'accusa di "appartenenza a gruppo terroristico armato", in riferimento alla rete del predicatore Fethullah Gulen, considerato il regista del fallito golpe del 15 luglio.

Sukur, 44 anni, che una volta appese le scarpe al chiodo (2008) si diede alla politica, ha lasciato il Paese l'anno scorso con la sua famiglia dopo l'apertura di un procedimento a suo carico per "insulti" a Recep Tayyip Erdogan. Eletto deputato nel 2011 in una lista del Partito di Giustizia e Sviluppo (AKP) del presidente turco, lasciò nel 2013 quando Erdogan ruppe con Gulen. Sukur non ha mai nascosto le sue simpatie per il predicatore che ora vive negli Usa, ma nega qualsiasi coinvolgimento nel fallito golpe.

Da calciatore, in Italia, dopo una poco brillante esperienza con la maglia del Torino nel 1995, tornò in Italia a Milano, sponda nerazzurra nel 2000-01 (24 presenze e 5 reti) e l'anno successivo passò al Parma (15 presenze, 3 reti). Miglior realizzatore di tutti i tempi della nazionale turca (51 gol in 112 partite), tre volte capocannoniere del campionato in patria, Sukur detiene anche un particolare primato: realizzò il gol più veloce segnato in un Mondiale: nel 2002 in Corea del Sud, dopo 10,8 secondi, proprio contro i padroni di casa, battuti poi 3-2 dalla Turchia nella finale per il terzo e quarto posto. 

Le autorita' turche hanno emssso un mandato di cattura anche per il padre di Hakan Sukur. La casa dell'ex stella del calcio a Istanbul e' stata perquisita, mentre la polizia ha cercato invano il padre nella citta' di Sakarya, capoluogo dell'omonima provincia settentrionale. Gia' lo scorso 16 giugno l'ex bomber fu rinviato a giudizio e per lui furono chiesti l'arresto e una condanna a 4 anni per insulti al presidente Recep Tayyip Erdogan. Nel fascicolo di accusa si legge che l'ex centravanti della nazionale avrebbe accusato Erdogan di essere un "ladro" nel febbraio 2015, senza tuttavia nominare direttamente il presidente.
Sukur si trova attualmente negli Stati Uniti, Paese nel quale si e' trasferito da piu' di un anno e dal quale si e' detto disposto a testimoniare in video, come riferito dal suo avvocato. (AGI)