Turchia: impiccata in aeroporto, giallo su giornalista scomoda Gb

(AGI) - Londra, 19 ott. - Impiccata coi lacci delle scarpe neibagni dell'aeroporto Ataturk, a Istanbul. E' stata trovatacosi' Jacky Sutton, cooperante ed ex giornalista britannica di50 anni, sulla cui misteriosa morte - frettolosamentearchiviata come suicidio dai media turchi - amici e colleghiora invocano un'inchiesta internazionale. La donna, il cui cadavere e' stato scoperto nella notte didomenica, era arrivata alle 22 nello scalo sul Bosforo perprendere una coincidenza per Erbil, nella regione curdadell'Iraq, dove era direttrice per l'Istituto per ilgiornalismo di guerra e pace, l'Iwpr. Ma, secondo i medialocali, aveva

(AGI) - Londra, 19 ott. - Impiccata coi lacci delle scarpe neibagni dell'aeroporto Ataturk, a Istanbul. E' stata trovatacosi' Jacky Sutton, cooperante ed ex giornalista britannica di50 anni, sulla cui misteriosa morte - frettolosamentearchiviata come suicidio dai media turchi - amici e colleghiora invocano un'inchiesta internazionale. La donna, il cui cadavere e' stato scoperto nella notte didomenica, era arrivata alle 22 nello scalo sul Bosforo perprendere una coincidenza per Erbil, nella regione curdadell'Iraq, dove era direttrice per l'Istituto per ilgiornalismo di guerra e pace, l'Iwpr. Ma, secondo i medialocali, aveva perso l'aereo in partenza poco dopo lamezzanotte; informata della necessita' di acquistare un nuovobiglietto, avrebbe replicato sconsolata di non avere i soldi,per poi scoppiare a piangere. Poco dopo, tre passeggeri russiavrebbero scoperto il suo corpo senza vita in una toilette. La versione non convince affatto chi la conosceva e avevalavorato con lei, tanto piu' che il suo predecessore in Iraq,Ammar al-Shahbander, era stato ucciso cinque mesi fa proprio aBaghdad con un'autobomba. E giusto a giugno la Sutton - che inpassato aveva lavorato all'Onu, alla Fao a Roma e anche comeproducer della Bbc dal '98 al 2000 - aveva espresso il timoredi essere finita nel mirino del terrorismo, soprattutto per lesue ricerche sulla violenza contro le donne da parte deimiliziani dell'Isis, su cui stava scrivendo una tesi didottorato. Per non parlare delle sue amicizie curde, di certonon ben viste dalla Turchia di Recep Tayyip Erdogan, dove lasua morte - a poche settimane dal voto del 1 novembre - rischiadi creare un vero e proprio 'caso'. "E' molto difficile credere che la mia collega eviaggiatrice di lungo corso Jacky Sutton sia morta suicida", hadenunciato su Twitter Sudipto Mukerjee, che lavora in unprogramma Onu. "Non sono affatto convinta che si sia suicidata.Assolutamente c'e' bisogno di un'inchiesta", gli ha fatto ecoSusan Hutchinson, che lavorava con la Sutton come ricercatricenel Centro di studi arabo-islamici dell'Universita' NazionaleAustraliana di Canberra. "Spero che il Foreign Office possaavere pieno accesso per condurre un'inchiesta adeguata sullecircostanze della sua morte", ha aggiunto, secondo quantoriferiscono i media britannici. "Serve un'indagineinternazionale e non solo locale". Anche l'Iwpr sembra incredulo e domanda chiarezza. "Jackyera tra i maggiori professionisti che lavorano in Iraq e avevadedicato quasi 10 anni della sua vita ad aiutare il Paese", haricordato il direttore esecutivo della ong, Anhtony Borden."Era estremamente brillante, molto competente e assolutamentein grado di gestirsi in ambienti difficili. Siamo totalmentesconvolti". Un altro collega e amico, Christian Bleuer, e' ancora piu'esplicito. "Era la donna piu' tosta che ci sia. Non credo allecopsirazioni ma se i turchi dicono che la videocamera disorveglianza dell'aeroporto non funcionava, allora Jacky Suttone' stata uccisa", ha scritto su Twitter. Jacky Sutton aveva un lunghissimo curriculum di soggiorniin zone 'calde'; tra i viaggi che l'avevano segnata di piu', asuo dire, vi erano i 5 anni trascorsi in Eritrea, dal 1995,definiti da lei stessa "un'esperienza che ti cambia la vita"."Sono stata arrestata come spia e deportata", racconta in unvideo pubblicato online dopo la sua morte dall'amica AmandaWhitely, dove spiega di aver anche sofferto di un disturbopost-traumatico da stress dopo il rientro a casa. Proprio allaWhitley aveva confessato in un messaggio email dal Kurdistaniracheno di temere per la sua vita. "Sono in hotel in questomomento, uno di basso profilo" con "una stanza e un bagno sopral'ufficio con una sola porta per entrare e uscire", scriveva daErbil. "Cosi' se arriva qualcuno non invitato, sonointrappolata. I miei amici curdi dicono: basta un solo pazzoche, nelle preghiere del venerdi', senta dire che uccidere unostraniero e' fare la guerra santa e in un attimo verra' abussare alla tua porta". (AGI).