Tripoli valuta richiesta truppe internazionali sul terreno

(AGI) - Tripoli - Tripoli e' pronta a chiedere unintervento militare internazionale che riporti nel paese lasicurezza e la stabilita'. E'  [...]

Tripoli valuta richiesta truppe internazionali sul terreno
(AGI) - Tripoli, 15 lug. - Tripoli e' pronta a chiedere unintervento militare internazionale che riporti nel paese lasicurezza e la stabilita'. E' stato il governo libico alanciare nella notte un appello in questa direzione, dopo chesi erano intensificati gli attacchi islamisti all'aeroportodella capitale. "Stiamo valutando l'opzione di una richiesta diaiuto a forze internazionali che sul terreno ristabiliscano lasicurezza e consentano al governo di imporre la propriaautorita'". Dopo le decine di razzi che per tutta la giornatadi ieri avevano martellato l'aeroporto di Tripoli, in seratauno ha prima centrato e distrutto un aereo sulla pista delloscalo, precauzionalmente chiuso, ed un altro ha colpito latorre di controllo. La situazione, hanno riferito fonti diplomatiche europeeall'AGI, e' "peggiorata" ma lo si deve soprattutto all'azionedi frange islamiste e non di milizie piu' consolidate, comequelle di Misurata. Lo staff diplomatico dell'Onu era statoevacuato ieri e la stessa misura era stata limitata ad un partedei membri della missione Unsmil (missione di supporto inLibia) che conta circa 200 membri, tra personale nazionale einternazionale. Lo staff diplomatico italiano non e' statoridotto e in questo momento la sicurezza dell'ambasciata non e'a rischio. "Serviranno mesi e milioni di dollari", ha spiegato ilgoverno libico, per poter riparare aerei e infrastruttureaeroportuali, e appare chiaro che la permanenza del personalediplomatico e' anche legata all'operativita' dei voli civili,che a questo punto dovrebbe essere trasferita nell'aeroportomilitare di Mitiga. "Bisognera' vedere", spiegano le fonti, "sequest'offensiva ha voluto solo rendere inservibile l'aeroportocivile e se, adesso che l'obiettivo e' raggiunto, queste frangesi fermeranno". Si inserisce in questo quadro l'appello internazionale diAbdullah Al-Thinni, premier laico preoccupato da un lato dellapossibilita' che il fronte non islamista voglia "stravincere"seguendo la linea del generale Khalifa Haftar e dall'altro cheall'interno del fronte islamista prendano il sopravvento frangeestremiste in cerca di rivincita dopo le delusioni elettorali.Soffia il vento delle crisi in Medio Oriente in questa parted'Africa e preoccupa l'attivita' dei miliziani reduci dallebattaglie in Iraq ma in questa parte d'Africa il richiamo delCaliffato sembra non trovare interpreti. In una dichiarazionediffusa sui siti jihadisti, il leader di al Qaeda nel MaghrebIslamico (Aqmi) Abdelmalek Droukdel, ha reso noto che considerail progetto del Califfato lanciato da Abu Bakr al Baghdadi unprincipio medievale e superato e ha riconfermato fedelta' adn.1 di al Qaeda, il medico egiziano Ayman al Zawahiry. Dal canto suo Al-Thinni, che si fa spazio come "figurapatriottica" interprete di un nazionalismo positivo in unquadro di "instabilita' diffusa", e' consapevole che la forza apoco servirebbe per una soluzione politica in un paeseframmentato ma ne minaccia l'uso per lanciare un messaggio agliattori in campo. Quanto alla comunita' internazionale, emergesempre piu' negli ambienti diplomatici la convinzione che gliinviati speciali dei diversi paesi debbano coordinarsimaggiormente tra loro e agire sotto il cappello delle NazioniUnite. (AGI).