Theresa May ha gettato la spugna

"Un profondo dispiacere non aver portato a termine la Brexit", ha detto, con la voce rotta dalla commozione, la premier britannica dimissionaria. Toccherà al successore concludere il divorzio da Bruxelles

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Theresa May si dimetterà dalla guida del Tory il prossimo 7 giugno, ed entro il 20 luglio il partito avrà un nuovo leader che ne prenderà il posto a Downing Street e dovrà condurre il Paese fuori dall'Unione europea: nel caos britannico l'unica certezza, mentre si attendono i risultati del voto alle europee di ieri, è questa, oltre al fatto che la corsa per la successione a May è gia' cominciata. "È e sarà sempre un motivo di profondo dispiacere per me il fatto di non essere stata in grado di portare a termine la Brexit", ha detto May nel suo discorso pronunciato con voce rotta dall'emozione davanti a Downing Street, e quasi immediatamente sono fioccati quei riconoscimenti che non le erano mai arrivati in tre anni.

I più tempestivi sono stati quelli che a May voglio succedere: "Oggi voglio rendere omaggio alla premier: attuare la Brexit è sempre stato un compito enorme, ma lei l'ha affrontano con coraggio e risolutezza", ha sottolineato Jeremy Hunt, capo del Foreign Office, uno dei potenziali successori della May. Meno lirico Boris Johnson: "Adesso facciamo la Brexit", ha detto, dopo i ringraziamenti di rito. "Il Regno Unito "uscirà dalla Ue il 31 ottobre, con o senza accordo", ha aggiunto, avvertendo: "Il modo per ottenere un buon accordo è prepararsi a un non accordo".

"Due leader Tory che avevano istinti pro-Ue, hanno lasciato", ha detto Nigel Farage riferendosi al predecessore di May, David Cameron, e preparandosi a vedere quanto consenso avrà il suo neonato Brexit Party domenica sera. I laburisti, invece, tornano a chiedere elezioni anticipate: "Il Parlamento - ha sottolineato il capo laburista Jeremy Corbyn - è paralizzato e i conservatori non offrono soluzioni alle altri grandi sfide".

Le parole di Johnson hanno suscitato preoccupazione in Irlanda, chiamata oggi al voto per le europee. "Ora entriamo in una nuova fase per quanto riguarda la Brexit, una fase che potrebbe essere molto pericolosa" per l'isola, ha dichiarato il premier Leo Varadkar, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto "un rapido chiarimento".

La Commissione europea, dal canto suo, "rispetterà allo stesso modo il prossimo primo ministro, chiunque esso sia", ha affermato il presidente, Jean-Claude Juncker. Tuttavia "la nostra posizione sull'accordo di ritiro non è' cambiata", ha avvertito la portavoce della Commissione. "Siamo pronti a qualsiasi scenario", ma "la preferanza continuamente espressa dal presidente Juncker è un'uscita ordinata sulla base dell'accordo di ritiro che è stato negoziato dal Regno Unito".



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