Strage in locale gay di Orlando, 50 morti. L'ombra dell'Isis

L'assassino è un 29enne aveva giurato fedeltà al Califfo. Fbi: lo avevamo seguito

Strage in locale gay di Orlando, 50 morti. L'ombra dell'Isis

Miami (Florida) - E' di 50 morti e 53 feriti il bilancio della strage in un locale gay di Orlando, in Florida, compiuta da un 29enne americano figlio di una coppia di afghani. E' il bilancio più pesante di una sparatoria negli Usa in tempo di pace, persino più grave delle stragi al Virginia Tech del 2007 (32 morti) e alla scuola elementare Sandy Hook del 2012 (27 morti). Sulla strage c'è l'ombra dell'Isis: prima di avviare la mattanza, infatti, Omar Mateen ha chiamato il 911, il numero unico delle emergenze negli Usa, per proclamare la sua fedeltà all'Isis, ha confermato l'Fbi che lo aveva anche interrogato nel 2013 e nel 2014. Intorno alle due di notte, Omar Mateen, questo il nome del giovane, ha aperto il fuoco con un fucile d'assalto semi-automatico AR-15 sulla folla di avventori del night club Pulse che stava ballando nella discoteca. 

 
Dopo essersi barricato all'interno del locale e aver trattenuto decine di ostaggi per quasi quattro ore, le teste di cuoio hanno fatto irruzione e lo hanno ucciso, mettendo fine all'incubo quando erano ormai le sei del mattino. Dei nove agenti entrati nel locale, uno è stato colpito all'elmetto in kevlar ed è rimasto ferito a un occhio. Ma dalla conta dei corpi è venuto un bilancio drammatico, senza precedenti sul suolo americano: 50 morti, a cui vanno aggiunti i 53 feriti.

Al momento dell'attacco nel locale, frequentato dalla comunità Lgbt, c'erano 300 persone. Una trentina gli ostaggi tratti in salvo.

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Omar Mateen, nato a New York da genitori afghani, faceva la guardia giurata e viveva a Port St. Lucie, 200 chilometri a sud di Orlando, sempre in Florida. I media Usa hanno riferito che nel 2009 si era sposato con una ragazza nel New Jersey conosciuta online, dalla quale aveva divorziato due anni dopo. Proprio l'ex moglie ha raccontato al Washington Post che Omar, con cui si era trasferita in Florida, era un violento e la picchiava ripetutamente: "Una volta venne verso di me e inizio' a colpirmi solo perche' la lavatrice non era ancora finita o qualcosa di simile". Il giovane era possessso di un porto d'armi della Florida. Le sue simpatie jihadiste lo avevano fatto finire nel mirino dell'Fbi in qualita' di "sospetto" ("person of interest") nel 2013 e nel 2014: fu identificato, interrogato e messo sotto sorveglianza ma non emersero elementi per procedere, ha riferito Ron Hopper, responsabili dell'indagine di Orlando per l'Fbi.

Sul web l'agenzia dell'Isis, Amaq, ha rivendicato o quanto meno fatto propria la strage: "E' opra di un combattente dell'Isis". Altri siti jihadisti hanno celebrato la strage come "il miglior regalo per il Ramadan", pur senza rivendicarla. Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete, ha riferito di tweet di festeggiamentocome un "possa Allah accogliere l'eroe che lo ha fatto e ispirare altri a fare lo stesso".

Il padre dell'attentatore, Mir Sedique, citato da alcuni media Usa, si e' scusato per il folle gesto del figlio, ma ha sottolineato che a suo giudizio "non ha niente a che fare con la religione": "Siamo sconvolti come l'intera nazione", ha assicurato. L'uomo non si sarebbe accorto di nulla di strano nel comportamento del figlio che potesse far prevedere una simile azione, anche se ha raccontato che qualche mese fa aveva notato che si era indispettito alla vista di due uomini che si baciavano per strada a Miami. 

Il sindaco di Orlando, Buddy Dyer, ha proclamato lo stato d'emergenza nella città, ancora sconvolta per l'uccisione appena 24 ore prima di Christina Grimmie, star di 'The Voice', mentre firmava autografi al termine di un concerto nella stessa metropoli della Florida.

Uccisa da un fan psicopatico Christina Grimmie, star di 'The Voice' - Video

 

Barack Obama si è rivolto alla nazione per condannare quello che ha definito "un atto di terrore e odio": "Un attacco contro qualsiasi americano è un attacco contro tutti gli americani", ha poi sottolineato il presidente rivolgendosi alla nazione, "è un giorno particolare per gli americani che sono lesbiche o gay, transgender o bisessuali". A Orlando sono state attaccate "persone che si erano riunite per ballare, per vivere. Pulse era un luogo di solidarietà".

"Si tratta della strage più grave della nostra storia, i nostri cuori sono spezzati", ha affermato il numero uno della Casa Bianca, "naturalmente noi non possiamo dare dettagli, né sappiamo se ci sono collegamenti di questa persona con gruppi terroristici. Era una persona piena di odio, questo lo sappiamo", ha affermato Obama. Il presidente Usa ha invitato tutta la popolazione a "mantenere i valori che ci fanno americani". "Dobbiamo dimostrare che siamo un Paese che è soprattutto identificato per l'amore e non per l'odio", ha proseguito, assicurando che "gli Stati Uniti non cederanno alla paura". Obama è poi tornato a  lamentare la troppa facilità con cui è possibile procurarsi armi negli Stati Uniti. Il massacro di Orlando, secondo il presidente Usa, mostra "come sia facile per gli americani essere uccisi a scuola, in chiese, nei cinema o nei nightclub. Questa strage è un ulteriore richiamo a come sia facile per qualcuno entrare in possesso di un'arma. Dobbiamo decidere se questo è il tipo di Paese che vogliamo essere".

Sulla strage sono intervenuti anche i due candidati alla Casa Bianca: "Dobbiamo tenere le armi, come quelle usate la scorsa notte, lontano dalle mani di terroristi e altri violenti criminali", ha commentato Hillary Clinton, "questa è la sparatoria di massa peggiore Usa e ci ricorda ancora una volta che non c'è posto per le armi da guerra sulle nostre strade". E' stato un "atto di terrore e odio", un attacco "ad un locale Lgbt nel mese dell'orgoglio", ha osservato l'ex segretario di Stato Usa.

Dal ronte repubblicano Donald Trump ha twittato sottolineando la matrice jihadista dell'attacco: "Apprezzo le congratulazioni per essere nel giusto sul terrorismo dell'Islam radicale, ma non voglio congratulazioni, voglio durezza e vigilanza. Dobbiamo essere svegli".

"Solidarieta' e commozione del governo italiano per l'atroce strage di Orlando", sono state espresse dal premier Matteo Renzi in un tweet. "Il nostro cuore e' con i nostri fratelli americani", ha assicurato.Il presidente francese, François Hollande, ha condannato "con orrore" l'attacco e ha esprsso "il pieno sostegno della Francia e dei francesi alle autorità e al popolo americano in questa prova".

Papa Francesco ha condannato "l'orribile srage", frutto di "follia omicida e di odio insensato". Il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha auspicato che "si possano individuare e contrastare efficacemente al piu' presto le cause di questa violenza orribile e assurda, che turba cosi' profondamente il desiderio di pace del popolo americano e di tutta l'umanita'". (AGI)