Siriani fermati a Ginevra, incriminati per possesso gas ed esplosivi

Siriani fermati a Ginevra, incriminati per possesso gas ed esplosivi

Ginevra - Due siriani arrestati dalla polizia a Ginevra sono stati incriminati per sospetto possesso di esplosivi e gas tossici  A riferirlo è stato il procuratore generale svizzero che non ha tuttavia fornito l'identita' dei due accusati. L'arresto e' stato confermato per sospetto di "produzione, occultamento e trasporto di esplosivi e gas tossici".

L'allerta e' ancora alta a Ginevra, dove continua la caccia a sei jihadisti sospettati di aver legami con lo Stato Islamico. Il livello di allarme nella regione permane a 3 su 5, come precisato da una portavoce del governo cantonale. "Per ora non ci sono cambiamenti nella situazione della sicurezza", ha spiegato Emanuelle Lo Verso, che giovedi' aveva confermato la presenta di "una minaccia specifica" e la conseguente ricerca di sei terroristi.

I dispositivi di sicurezza sono rafforzati soprattutto nel complesso che ospita la sede delle Nazioni Unite in Europa, che mercoledi' sera era stato evacuato e perquisito per ragioni precauzionali. Malgrado guardie armate di mitragliatori continuino a pattugliare i principali accessi, il portavoce Michele Zaccheo ha assicurato che "non c'e' una minaccia specifica per l'Onu di Ginevra o il suo personale", aggiungendo che le misure di sicurezza sono "commisurate a cio' che sta accadendo nella regione".

Malgrado la "vigilanza elevata", come la chiamano le autorita', la situazione non appare paragonabile a quella che porto' alla blindatura di Bruxelles, una settimana dopo i massacri di Parigi. A conferma vi e' il fatto che gli eventi pubblici non sono stati cancellati: fra questi, la festivita' del'Escalade (la vittoria dei ginevrini contro i sabaudi che nel 1602 tentarono di scavalcare le mura cittadine) che dovrebbe portare migliaia di persone a Ginevra e terminera' domani con una sfilata storica. 

Ad allertare le autorita' svizzere era stata la Cia che in una nota riservata aveva definito i sei presunti seguaci dell'Isis "armati e pericolosi", anche se e' stato smentito un collegamento con gli attacchi a Parigi del 13 novembre. Nel documento si indicavano, oltre alla citta' svizzera, la canadese Toronto e Chicago come obiettivi di una non meglio specificata "minaccia attuale". Stando al quotidiano Le Matin, a scatenare l'allarme sarebbe stata un'auto con targa emessa in Belgio, Paese di origine di diversi tra gli autori degli attentati parigini, notata a un posto di blocco. (AGI)

(12 dicembre 2015)