Attaccato un convoglio con giornalisti in Siria, 14 morti

L'unico giornalista di cui è stata accertata finora la morte è un cronista curdo, ma il bilancio è più grave e in un video diffuso dopo il bombardamento si vedono molti cadaveri carbonizzati

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Almeno un giornalista curdo è morto nel bombardamento di un convoglio nel nord della Siria, dove è in corso la vasta offensiva militare della Turchia, nel quale viaggiavano diversi reporter stranieri. Il bilancio dell'attacco di artiglieria nei pressi di Ras al Ayn (Serekaniye in curdo) è di almeno 14 morti. Nel convoglio di 200 jeep e pulmini viaggiavano miliziani, giornalisti e civili diretti da Qamishli alla cittadina frontaliera di Ras al Ayn per esprimere solidarietà alla popolazione curda assediata dalle forze arabo-siriane alleate di Ankara.

Per ora l'unico giornalista di cui è stata accertata la morte è Saad al-Ahmad della testata curdo-siriana Hawar News. Tra i feriti c'è un collega della Hawar News e almeno un giornalista dell'agenzia siriana North-Press. Dei 14 morti, 10 sarebbero civili.
Tra i primi a dare notizia del bombardamento è stata la giornalista francese Stephanie Perez, che era su uno dei pulmini.

E' stato diffuso un video shock che sarebbe stato girato subito dopo il bombardamento sul convoglio che mostra cadaveri carbonizzati, feriti a terra insanguinati e i primi soccorsi prestati ai superstiti tra le lamiere contorte dei veicoli in fiamme. 

 



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