Rinunciare agli studenti Ue costerebbe a Londra 2 miliardi l'anno

Un rapporto di un think thank sull'istruzione superiore prevede un crollo del 57% negli arrivi dei giovani dai Paesi dell'Unione dopo l'uscita della Gran Bretagna

Rinunciare agli studenti Ue costerebbe a Londra 2 miliardi l'anno
Cambridge università (afp) 

Non solo camerieri e muratori: la stretta nelle politiche migratorie che il governo britannico guidato da Theresa May vuole imporre riguarderebbe anche migliaia di govani che dall'Ue arrivano per studiare in Inghilterra, Scozia e Galles. Ma non sarebbe una manovra indolore per l'economia del Regno Unito: secondo l'Hepi,un think thank indipendente sulla istruzione superiore potrebbe costare 2 miliardi di sterline ( 2,3 miliardi di euro) l'anno.

Il rapporto suggerisce che fino a 31.000 studenti comunitari - il 57% di quelli attuali - potrebbero essere dissuasi dall'andare nel Regno Unito se dopo la Brexit il ministero dell'Interno equiparasse le tasse universitarie per gli studenti europei a quelle per i cittadini non comunitari 

Attualmente, i cittadini Ue pagano tasse simili a quelle degli studenti britannici, privilegio destinato a decadere una volta che il Regno Unito avrà lasciato l'Unione europea.

I 2 miliardi di sterline di perdite comprendono:

  • 463 milioni l'anno in tasse universitarie;
  • 604 milioni dall'indotto (come l'affitto e il cibo);
  • 928 milioni dalla riduzione derivante dall'"effetto moltiplicatore", per cui le spese generali filtrano nell'economia locale e fanno aumentare la ricchezza.

Nel loro insieme, i cambiamenti potrebbero ridurre il numero totale di studenti provenienti dall'estero nel Regno Unito, danneggiando anche le università e le loro comunità. Allo stesso tempo, dall'aumeeto delle tasse entrerebbero nelle casse delle università 187 milioni di sterline (netti) nel solo primo anno.

Macro (e micro) scenari economici

  • Un deprezzamento del 10% della sterlina porterebbe a un aumento delle iscrizioni di circa 20mila studenti degli altri Paesi - un incremento del 9% - per il primo anno, del valore di 227 milioni disterline in ricavi da commissioni.
  • Equiparare le tasse per gli studenti provenienti dai Paesi Ue a quelli non comunitari potrebbe ridurre le iscrizioni di oltre 31.000 giovani europei pari a una perdita netta di 40 milioni di sterline nel primo anno (dopo la contabilizzazione di maggiori commissioni da coloro che ancora studiano nel Regno Unito).
  • Andrebbe bene per le università più antiche che otterrebbero il massimo finanziariamente - solo per Oxford e Cambridge oltre 10 milioni di sterline in più di ricavi ogni anno - ma sarebeb una batosta da 100mila euro l'anno per quelle meno prestigiose.
  • la rimozione dei visti di lavoro post-studio può portare a una riduzione di circa il 20% delle iscrizioni ai corsi di laurea per gli studenti stranieri, ma un aumento del 7% delle iscrizioni post-laurea tra il 2012 e il 2014;
  • un aumento dell'indice dei prezzi dell'energia potrebbe aumentare le iscrizioni da Paesi grandi produttori di petrolio di quasi il 4%, ma un calo del 1% a studenti provenienti da altri paesi; 
  • un aumento dell'1% del PIL pro capite a livello internazionale potrebbe produrre un incremento del 0,5% nel numero di iscrizioni di laurea internazionali nel Regno Unito.

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