Cosa si sono detti Renzi e Macron a Parigi

"Il presidente francese oggi è più importante della Merkel". "Matteo, batti i populisti". L'idea di un nuovo gruppo all'Europarlamento. Gli articoli di Stampa e Repubblica

Cosa si sono detti Renzi e Macron a Parigi

A chiedere il colloquio parigino, fissato da tempo, era stato Matteo Renzi, che nel presidente francese cerca una sponda che gli dia nuovo slancio in vista delle elezioni. La missione che a parole gli affida Emmanuel Macron è "battere i populisti", identificati nella Lega e nel Movimento Cinque Stelle. Un compito per il quale la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sembra invece puntare su Silvio Berlusconi, riaccolto nel gotha del Ppe dopo le frizioni di anni fa. Chissà se Renzi, ha in mente l'endorsement per l'avversario quando dichiara che "Macron è il leader più importante in Europa in questo momento, più della Merkel". Di sicuro è il più stabile, date le difficoltà che la Bundeskanzerlin sta incontrando nella formazione di un nuovo governo.

"Il faccia a faccia è stato organizzato dal sottosegretario Gozi, presente all’Eliseo insieme al consigliere di Renzi Giuliano Da Empoli, con al centro una discussione sull’Europa ma con un occhio di riguardo anche per l’Italia", ricostruisce La Stampa, "accomodati su due divanetti, fatta una battuta sul diverso esito delle partite per Ema e Eba (al sorteggio Milano ha perso e Parigi ha vinto: "la solita vostra fortuna…"), quello che al presidente francese interessa capire è quale sia la situazione in Italia. Dopo qualche domanda sulla nuova legge elettorale, cerca di capire la strategia del leader dem in vista delle prossime elezioni. Come intenda muoversi, cosa intenda fare per combattere "i populismi antieuropei".

L'idea di un nuovo gruppo all'Europarlamento

"Con il presidente francese, hanno spiegato fondi vicine al leader Pd, c'è "piena sintonia" sull'idea di rilanciare l'Europa su base più democratica anche attraverso le liste transnazionali, ovvero inserire nelle prossime elezioni europee del 2019 una quota di deputati che facciano riferimento a più paesi", sottolinea La Repubblica, "l'altra proposta di cui Macron ha voluto discutere con Renzi è l'idea di formare un nuovo gruppo politico presso l'europarlamento, che prenda sostanzialmente il posto degli attuali liberali, riducendo così ai minimi il peso del Partito socialista europeo". Per quanto Renzi giuri che "Macron non mi ha chiesto di lasciare il Pse, e sarebbe bizzarro che lo facesse con me, che ho portato il Pd nel Pse".

"Renzi è volato a Parigi per suggellare quello che definisce un "rapporto forte e consolidato" e godere del sostegno de leader francese nella campagna elettorale che si annuncia", spiega ancora Repubblica, "così come Macron è stato capace di battere Marine Le Pen, Renzi vuole accreditarsi sulla scena internazionale come argine contro i populismi. A sei mesi dall'elezione, la presidenza di Macron è controversa, il capo di Stato ha perso molto nei sondaggi, anche se sta risalendo di qualche punto. Ma è considerato da molti, e anche da Renzi, il nuovo "riferimento forte" in Europa, anche viste le difficoltà di altri paesi membri".



 



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