Regeni, al Sisi "forze malvagie vogliono distruggere Egitto"

Il presidente, relazioni con Roma forti e uniche

Regeni, al Sisi "forze malvagie vogliono distruggere Egitto"
 Abdel Fattah al Sisi presidente Egitto (Afp)

Il Cairo - Le autorità egiziane hanno "più volte" espresso le proprie condoglianze per la morte di Giulio Regeni, esprimendo la propria disponibilità a collaborare con gli investigatori italiani, ma nel paese "è in atto un tentativo di distruggere le istituzioni". Lo ha detto il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi nel corso di una conferenza stampa con l'omologo francese Francois Hollande, arrivato ieri al Cairo per una visita di tre giorni. Le relazioni del Cairo con Roma e Parigi "sono forti e uniche", ma nel paese nordafricano sarebbe in atto "un tentativo di allontanare l'Egitto dall'Europa", ha detto il capo dello Stato. "Ciò che sta accadendo ora è semplicemente un tentativo di rovinare meglio l'Egitto agendo dall'interno", ha dichiarato ancora al Sisi. L'ex generale egiziano a capo dei servizi segreti militari, divenuto presidente in seguito alla deposizione dell'esponente dei Fratelli musulmani Mohamed Morsi, ha invitato a "non isolare l'Egitto dal contesto regionale", dove ci sono "forze malvagie che vogliono dare un'immagine falsa del paese". L'Egitto è "desideroso di confermare" al mondo "la sua civiltà" attraverso un "concetto più ampio di libertà e di diritti umani: la libertà in Egitto è una questione fondamentale che non può essere isolata dalle garanzie di istruzione e alloggio, visti come diritti inalienabili".

"Per noi non valgono regole Ue sui diritti umani"

(AGI)