Così i ragazzi di Parkland hanno risposto, sui social, al discorso di Donald Trump alla NRA

Non sono rimasti stupiti quando il Presidente ha rassicurato la platea che il Secondo Emendamento, che protegge il diritto di possedere armi da fuoco, sarà difeso dalla Casa Bianca

Così i ragazzi di Parkland hanno risposto, sui social, al discorso di Donald Trump alla NRA

Secondo David Hogg, uno degli studenti sopravvissuti alla strage di Parkland, la NRA non ha mai avuto così paura. Ed è per questo che ha deciso di giocare le sue carte più importanti invitando, alla sua convention annuale, per la prima volta, sia il Presidente che il Vice-Presidente degli Stati Uniti d’America. E non sono rimasti stupiti quando Donald Trump, nel suo discorso, si sia speso per rassicurare la platea che il Secondo Emendamento, quello che protegge il diritto dei cittadini americani a possedere armi da fuoco, sarebbe stato difeso strenuamente dalla Casa Bianca. Almeno fino a quando rimarrà in carica. Tutto nonostante le marce, i movimenti di protesta e il desiderio, condiviso da molti americani, di vedere un cambiamento. Il tweet di Hogg ha avuto quasi diecimila condivisioni.

Kyra Parrow è un’altra studentessa della Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, dove il 14 febbraio, a causa dell’ennesima sparatoria di massa, sono morte 17 persone. Si è salvata perché, nella giornata di San Valentino, aveva deciso di passare una giornata con il fidanzato. Su twitter ha il profilo verificato grazie alla sua attività collaterale, la fotografia, che come ha raccontato al Time, l’ha aiutata a superare gli eventi successivi alla strage. Anche lei ha voluto rispondere al Presidente Trump ricordando i compagni uccisi e i loro diritti calpestati dalle parole del Presidente nei confronti della NRA. Un tweet da oltre mille condivisioni.

Shannon Watts ha fondato il Moms Demand Action dopo un’altra tragedia causata dalle armi. Quella all’interno della scuola elementare di Sandy Hook, nel 2012, dove persero la vita 20 bambini. Watts, madre di cinque figli, creò allora un gruppo su Facebook con un semplice messaggio: tutti gli americani potrebbero e dovrebbero fare di più per ridurre la violenza armata. Dopo poco tempo il gruppo è diventato un vero movimento portato avanti da migliaia di madri americane preoccupate per il futuro dei loro bambini. Durante il discorso di Trump, Watts ha sottolineato come i dati snocciolati dal Presidente sui luoghi dove accadono queste sparatorie fossero “corrotti” dalla sua vicinanza alla NRA che lo ha sostenuto in campagna elettorale.

Anche Jaclyn Corin, un’altra portavoce del movimento di protesta nato a Parkland, durante tutto l’evento di Dallas, ha cercato di correggere le frasi che la NRA diffondeva su twitter riprendendo gli interventi dal palco. Una maggioranza, sbandierata ai quattro venti durante il convegno, che secondo la ragazza è totalmente inventata. 

C’è chi, infine, ha suggerito soluzioni alternative al possesso di un’arma da fuoco, sfruttando l’evento di Dallas e facendo quello che vene chiamato “instant marketing”. L’esempio migliore è quello dell’associazione che promuove in America l’adozione dei cani che, in un semplice manifesto, ha invitato a rinunciare a una pistola in favore di un animale. Semplicemente cambiando prospettiva e rivoltando una semplice immagine.

 



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