Quando le bufale sono longeve: la storia delle 2800 chiese abbattute in Francia

Il fact-cheking dell'AFP smaschera una notizia falsa fondata su un presunto rapporto del Senato 

Quando le bufale sono longeve: la storia delle 2800 chiese abbattute in Francia

Clamorosa, eppure ha conseguito credito vastissimo, la bufala francese smascherata dalla Agenzia France Press.

Rimbalzando di sito in sito, si era diffusa la (falsa) notizia che 2.800 chiese sarebbero state abbattute nel Paese nei prossimi anni. La fonte, citata da tutti, era un "rapporto senatoriale".

"...e intanto sempre più moschee"

La bufala si è ingigantita viaggiando anche su Facebook e ha trovato fra i più recenti propalatori individuati dall'AFP il sito svizzero 'lesobservateurs.ch', che aveva riportato la notizia a ottobre 2016. Motivo dell'abbattimento "stragistico" degli edifici religiosi? Il loro stato di fatiscenza e i costi che avrebbe comportato un'operazione di restauro su larga scala. Non solo: le chiese sarebbero state sostituite da centri commerciali, immobili per locazione e parcheggi. Il sito lamentava, nello stesso tempo, la fioritura delle moschee in Francia, messe in relazione all'immigrazione musulmana.

Fonte? Sempre il "rapporto del Senato francese".

La notizia è stata ampiamente ripresa su Facebook, per esempio - ha ricostruito l'AFP - su una pagina pro-FN seguita da 80 mila persone, suscitando like, commenti, condivisioni.

Le cose stanno, in realtà, molto diversamente. Il fact-checking dell'AFP ha accertato che il numero delle chiese e cappelle demolite nel Paese raggiungeva le poche decine e che la Conferenza dei vescovi francesi a settembre 2016 ne censiva 255 sconsacrate o vendute. Ma da quando?

Dal 1905...

Di blog in blog. E anche 'Figaro' sbaglia

Ma allora, il presunto "rapporto del Senato", esiste o no? E se sì, cosa dice? E' stato rintracciato un rapporto del 2015 prodotto dal senatore centrista Hervé Maurey, che parlava di 200 chiese minacciate di vendita o demolizione, prefigurando la scomparsa da qui al 2030 di un numero tra 5.000 e 10.000 edifici religiosi, a fronte di una stretta alle spese delle amministrazioni locali e di un calo dei praticanti attivi. Non era quindi, questo, il rapporto.

L'AFP è allora risalita a un documento del 2006 del senatore Philippe Nachbar, il quale citava a sua volta un documento della Direzione dell'architettura e del patrimonio, del 2003, che valutava in circa 2.800 i monumenti a rischio per la loro situazione. Ecco dunque il numero '2.800' dove sembra nato.

Ma attenzione: il rapporto Nachbar del 2006 si riferiva a tutti i "monumenti storici", anche a quelli civili. Eppure nel giro di dieci anni questo passaggio - deformato, ingigantito, distorto - ha ingenerato la bufala. Rimbalzò su un articolo dell'autorevole 'Le Figaro' a maggio 2007, poi ripreso dall'influente blogger cattolico Erwan Le Moherdec (Koz), quindi sul blog di destra 'Le Salon Beige', secondo cui "una chiesa di campagna su cinque sarà demolita in Francia, ossia 2.800". Poi la progressiva diffusione... E l'illusione di una verità che è riaffiorata ogni tanto: si ritrova su Twitter nel 2015 e atterra infine - appunto ottobre 2016 - sulla pagina degli 'Observateurs' elvetici.

 

 



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