"L'Italia dovrebbe aver capito cosa perde con le sanzioni alla Russia"

Nel giorno della visita di Vladimir Putin a Roma, l'ambasciatore russo in Italia parla con l'Agi della cooperazione tra i due Paesi e dell'auspicio che si arrivi presto alla revoca delle misure contro Mosca

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Natalia Seliverstova / Sputnik
Sergey Razov

Un vasto spettro di temi legati ai rapporti bilaterali, “collaudati dal tempo e da diverse circostanze”, ma anche un confronto sui “dossier chiave” dell’agenda internazionale, prima di tutto la Libia, saranno al centro dei colloqui del presidente russo Vladimir Putin, oggi a Roma, con l’omologo Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

In un’intervista esclusiva all’Agi, l’ambasciatore della Federazione russa in Italia, Sergey Razov, inquadra la visita del capo del Cremlino, che torna dopo quattro anni dall’ultima missione, e traccia le prospettive delle relazioni tra i due Paesi.

Ambasciatore, come possiamo descrivere lo stato dei rapporti bilaterali, dal punto di vista del dialogo politico, tra Italia e Russia? 

Le relazioni tra Russia e Italia sono di amicizia e partnership e sono state testate nel tempo e in varie circostanze. Manteniamo un attivo dialogo politico ad alto livello, testimoniato dalla visita ufficiale in Italia del presidente della Russia, Vladimir Putin. Vorrei ricordare che tra il 2018 e il 2019, si sono tenute le visite in Russia del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dei presidenti delle due Camere del Parlamento italiano e di altri alti funzionari italiani. L’Italia è il nostro quinto partner commerciale nel mondo per volume di interscambio (27 miliardi di dollari, l’anno scorso), anche se è vero che il dato deve recuperare quanto perduto, dopo il calo significativo registrato negli anni precedenti. I contatti sono molti intensi nel campo della cooperazione culturale. L’anno scorso, in Italia si sono tenute le cosiddette 'Stagioni russe’, un programma di 350 eventi, in 75 diverse città, organizzato a livello statale.

Quali saranno i temi principali nell’agenda dei colloqui del Presidente Putin, a Roma?

La visita ufficiale in Italia del presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, è il principale evento delle relazioni italo-russe di quest’anno. Nel quadro dei colloqui, che ci saranno con il presidente Mattarella, il presidente del Consiglio Conte e altri funzionari italiani si affronterà tutto il complesso di questioni relative alla cooperazione bilaterale, nel campo della politica, dell’economia, della cultura, della scienza e si tratteranno anche i dossier chiave dell’agenda internazionale di reciproco interesse, come la normalizzazione della situazione in Libia. I leader dei due Paesi incontreranno poi i partecipanti al Forum di dialogo della società civile, vale a dire i principali rappresentanti della comunità imprenditoriale, del mondo della cultura, della scienza, dell’istruzione e dei media. 

Col nuovo Parlamento europeo, Mosca si aspetta dei cambiamenti sul dossier sanzioni e in generale un miglioramento dei rapporti con Bruxelles? 

Naturalmente, col nuovo Parlamento europeo, contiamo su iniziative positive, che possano contribuire al miglioramento del clima politico in Europa. Dal nostro punto di vista, come ha più volte ripetuto il presidente Putin, non c’è mancanza di buona volontà e apertura al dialogo. Ma, come si dice in Cina dove ho lavorato molti anni, non puoi battere le mani con una sola mano. Per quanto riguarda le sanzioni, posso dire che tutte le persone ragionevoli, compresa l’Italia, capiscono che si tratta di misure controproducenti. Proprio l’Italia, a causa di questa politica miope, sta subendo notevoli perdite economiche.

Quali sono i dossier di politica internazionale, su cui Roma e Mosca stanno collaborando?

Con i partner italiani abbiamo uno scambio di opinioni e informazioni sulla maggior parte delle questioni chiave di carattere internazionale. Ad esempio, una settimana fa si è svolta a Roma una riunione del Gruppo di lavoro interministeriale di alto livello per la lotta alla nuove sfide e minacce, nell’ambito del quale si è discusso un ampio spettro di questioni legate all’antiterrorismo e al contrasto della criminalità, tra cui i metodi per sconfiggere estremismo, radicalizzazione e militanti delle organizzazioni terroriste, come pure ostacolare i finanziamenti al terrorismo. Per quanto riguarda la situazione in Libia, come sapete, alla Conferenza internazionale di Palermo, tenutasi alla fine dell’anno scorso, ha partecipato il capo del governo russo, Dmitri Medvedev, e su questo dossier manteniamo contatti a livello dei diversi ministeri competenti. 

 



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