Perché Charlie non ha nessuna speranza di sopravvivere

Agi ha intervistato il professor Bruno Dallapiccola: "Non c'è nessuna speranza per questa sindrome"

Perché Charlie non ha nessuna speranza di sopravvivere
Foto: Facebook
Charlie Gard con i suoi genitori Connie e Chris (VOLTO PIXELLATO)

"E' una rara sindrome senza speranza". Lo dice il genetista Bruno Dallapiccola, interpellato dall'AGI sul caso di Charlie Gard, il bambino inglese di dieci mesi affetto da deperimento mitocondriale, una malattia genetica ritenuta incurabile per il quale l'equipe medica che lo ha in cura ha deciso di staccare la spina alle macchine che lo tengono in vita.

Perché Charlie non ha nessuna speranza di sopravvivere
 Ospedale Bambino Gesù
 Il professor Bruno Dallapiccola

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"E' una situazione sulla quale posso esprimermi sulla base delle notizie che riportano i giornali - sottolinea Dallapiccola - perché, per esprimerci in modo ancor più appropriato dovremmo essere lì. Da quello che ho appreso, si tratta di una situazione senza speranza. Il bambino è tenuto in vita dalle macchine e così sarebbe per sempre. La sua è una sindrome da deflessione dei mitocondri e l'esito è letale. Ci sono dei deficit, non c'è ad esempio sviluppo cerebrale. Questi bambini sono totalmente dipendenti dalle macchine e non esiste soluzione terapeutica. La decisione di interrompere - ha spiegato ancora il genetista - probabilmente è adottata per porre fine a quello che può sembrare un accanimento terapeutico. In prospettiva non ci sono soluzioni e sembrerebbe che continuare a far dipendere il bambino da una macchina sia non corretto. Diventa più un accanimento che una terapia. Ma, ripeto, sono interpretazioni che diamo sulla base delle notizie che sono rimbalzate. Non siamo sul posto".