Papa Francesco arriva negli Usa, all'aeroporto lo aspetta Obama

(AGI) - Washington, 22 set. - L'aereo di Papa Francesco e'atterrato a Washington alla base militare di Andrew. Adaccoglierlo, in forma strettamente privata, il presidente degliStati Uniti Barack Obama e la sua famiglia. Ai piedi dellascaletta oltre ai coniugi Obama, accompagnati dalle figlie(vestite con acmicette di nero mentre Michelle aveva un abitoturchese) il Pontefice ha trovato anche il cardinale diWashington Wuerl e il nunzio in Usa Vigano', con altricardinali e vescovi americani. Prima che Francesco lasciasse labase militare c'e' stato anche il tempo per un breve colloquiocon il presidente Usa

(AGI) - Washington, 22 set. - L'aereo di Papa Francesco e'atterrato a Washington alla base militare di Andrew. Adaccoglierlo, in forma strettamente privata, il presidente degliStati Uniti Barack Obama e la sua famiglia. Ai piedi dellascaletta oltre ai coniugi Obama, accompagnati dalle figlie(vestite con acmicette di nero mentre Michelle aveva un abitoturchese) il Pontefice ha trovato anche il cardinale diWashington Wuerl e il nunzio in Usa Vigano', con altricardinali e vescovi americani. Prima che Francesco lasciasse labase militare c'e' stato anche il tempo per un breve colloquiocon il presidente Usa di 10 minuti. I TEMI AFFRONTATI SUL VOLO"Auspico che Stati Uniti e Cuba si accordino per mettere fineall'embargo". Lo ha detto Papa Francesco sull'aereo che loportava a Washington da Santiago de Cuba. "Con Fidel Castro -ha rivelato - ho parlato della Laudato si' sulla cura delcreato". "Il problema dell'embargo e' parte del negoziato traStati Uniti e Cuba, i due presidenti si sono riferiti a questo,e' una cosa pubblica e va nella direzione delle buone relazioniche si stanno cercando. Spero che si arrivi a un accordo chesoddisfi le parti. Rispetto alla posizione della Santa Sedesugli embarghi, i Papi precedenti ne hanno parlato di questo,non solo di questo caso. Ne parla la dottrina sociale dellaChiesa. Al Congresso non parlero' in modo specifico di questotema, ma accennero' in generale agli accordi come segno delprogresso nella convivenza", ha risposto Francesco aigiornalisti che viaggiavano con lui. E sui dissidenti cubani hadetto: "Non ho notizie degli arresti. Che sia accaduto questo,non ho notizie. A me piace incontrare tutti, tutti sono figlidi Dio, ogni incontro arricchisce. Era chiaro che io non avreiavuto udienze, non solo con i dissidenti, ma anche con altri,compresi alcuni capi di Stato. Ero in visita in un Paese, nonera prevista alcuna udienza. Dalla nunziatura sono state fattedelle telefonate ad alcune persone che sono in questo gruppo didissidenti, per dire loro che al momento del mio arrivo allacattedrale, con piacere le avrei salutate. Nessuno pero' si e'identificato come dissidente nel saluto, non lo so se c'erano onon c'erano, ho salutato tutti quelli che erano li'. Se liincontrassi, non so quello che direi, perche' direi quello chemi viene al momento". "Perche' ha deciso di non ricevere i dissidenti?", e' statochiesto esplicitamente a Francesco che ha risposto: "Non horicevuto nessuno in udienza privata, e c'era anche un capo distato che la chiedeva. La Chiesa cubana ha lavorato percompilare liste di prigionieri a cui concedere l'indulto, ed e'stato concesso a piu' di tremila. Ci sono ancora altri casiallo studio, me l'ha detto il presidente della Conferenzaepiscopale. Qualcuno mi ha detto: sarebbe bello eliminarel'ergastolo! E' quasi una pena di morte nascosta, tu stai li'morendo tutti i giorni senza la speranza di liberazione.Un'altra ipotesi e' che si facciano indulti generali ogni uno odue anni. Ma la Chiesa sta lavorando e ha lavorato... Non dicoche tutti questi tremila erano nelle liste presentate dallaChiesa, no. Ma la Chiesa ha compilato delle liste, ha chiestoindulti e continuera' a farlo". Riguardo poi ad un possibile"pentimento" di Fidel Castro per le sofferenze inflitte allaChiesa, il Papa ha osservato: "Il pentimento e' una cosa moltointima, una cosa di coscienza. Nell'incontro con Fidel abbiamoparlato dei gesuiti che lui ha conosciuto, perche' gli hoportato come regalo uno libro e un Cd del padre Llorente, e duelibri di padre Pronzato, che sicuramente lui apprezzera'.Abbiamo parlato di queste cose. Abbiamo parlato moltodell'enciclica Laudatro si', lui e' molto interessato al temadell'ecologia. E' stato un incontro non tanto formale, maspontaneo, c'era la sua famiglia presente, c'erano anche i mieiaccompagnatori, il mio autista, ma noi eravamo un po' separati,loro non potevano sentire. Abbiamo parlato tantosull'enciclica, lui e' molto preoccupato per l'ambiente. Perquanto riguarda il passato abbiamo parlato del collegio deigesuiti e di come lo facevano lavorare". Sui precedenti viaggiadei Papi a Cuba ha voluto invece ottolineatre che "l primoviaggio di Giovanni Paolo II fu storico, ma normale: havisitato tanti Paesi aggressivi contro la Chiesa. La secondavisita e' stata quella di Benedetto, e pure quella era normale.E la mia e' stata un po' casuale, perche' inizialmente avevopensato di arrivare negli Stati Uniti arrivando dalla frontieradel Messico, da Ciudad Juarez. Ma andare in Messico senzavisitare la Madonna di Guadalupe non si poteva. Poi c'e' statol'annuncio del 17 dicembre (il disgelo tra Cuba e Usa, ndr),dopo un processo di quasi un anno. E ho detto: andiamo negliUsa attraverso Cuba. Non perche' abbia dei mali speciali chenon hanno altri Paesi. Non interpreterei cosi' le tre visite.Io per esempio ho visitato Brasile, Giovanni Paolo II l'havisitato tre o quattro volte e non aveva una "malattia"speciale. Sono contento di aver visitato Cuba". (AGI)