Papa: credo che la Siria non avesse le armi chimiche

(AGI) - CdV, 28 nov. - "Il traffico delle armi e' terribile, e'uno degli affari piu' forti in questo momento". Papa Francescolo ha detto ai girnalisti tornando sulla sua denuncia riguardoalle motivazioni vere delle guerre, in particolare dell'attaccoalla Sisria che si voleva sferrare qualche mese fa. "L'annoscorso a settembre - ha detto testualmente Francescosull'aereo, secondo quanto riportato dal sito Vaticaninsider - si diceva che la Siria aveva le armi chimiche: io credo che laSiria non fosse in grado di farsi le armi chimiche. Chi glieleha vendute? Forse alcuni di quelli che poi

(AGI) - CdV, 28 nov. - "Il traffico delle armi e' terribile, e'uno degli affari piu' forti in questo momento". Papa Francescolo ha detto ai girnalisti tornando sulla sua denuncia riguardoalle motivazioni vere delle guerre, in particolare dell'attaccoalla Sisria che si voleva sferrare qualche mese fa. "L'annoscorso a settembre - ha detto testualmente Francescosull'aereo, secondo quanto riportato dal sito Vaticaninsider - si diceva che la Siria aveva le armi chimiche: io credo che laSiria non fosse in grado di farsi le armi chimiche. Chi glieleha vendute? Forse alcuni di quelli che poi l'accusavano diaverle?". Secondo il Papa, "su questo affare delle armi c'e' tantomistero". "Sull'atomica - ha scandito Bergoglio - l'umanita'non ha imparato. Dio ci ha dato la creazione perche' di questaincultura facessimo una cultura. L'uomo l'ha fatto ed e'arrivato all'energia nucleare che puo' servire a tante cosebuone, ma l'ha utilizzata anche per distruggere l'umanita'"."Sono convinto - ha ripetuto Francesco ai giornalisti - chestiamo vivendo una terza mondiale a pezzi, a capitoli,dappertutto. Dietro di questo ci sono inimicizie, problemipolitici, problemi economici, per salvare questo sistema doveil dio denaro e non la persona umana e' al centro. E dietro cisono anche interessi commerciali". Secondo il Papa, cosi' "lacultura diviene una seconda incultura: io non voglio parlare difine del mondo, ma e' una cultura che chiamo 'terminale', poibisognera' cominciare da capo, come hanno fatto le citta' diNagasaki e Hiroscima". (AGI).