La minaccia di Pyongyang fa cilecca. Ma nessuno si illude che sia finita

Dopo il fallito test missilistico nordcoreano, la Casa Bianca e Pechino rafforzano la collaborazione per arginare Kim

La minaccia di Pyongyang fa cilecca. Ma nessuno si illude che sia finita

C'è una inedita alleanza che lavora per arginare l'intraprendenza nordcoreana approfittando dello smacco subito dal regime con il fallimento del test missilistico che avrebbe dovuto rappresentare la reazione al dispiegamento navale americano.

Cina e Usa hanno sul tavolo una serie di opzioni comuni

Cina e Stati Uniti di nuovo in contatto sulla crisi. Il consigliere di Stato, Yang Jiechi, il diplomatico di più alto grado a Pechino, e il segretario di Stato americano, Rex Tillerson hanno parlato per telefono della situazione in Corea del Nord; e poche ore dopo, in un tweet, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che Pechino e Washington stanno lavorando insieme per risolvere il "problema" nord-coreano.

Il consigliere per la sicurezza nazionale, generale H.R. McMaster, ha successivamente spiegato che gli Usa lavorano con gli alleati internazionali e la stessa Cina per "stilare una gamma di opzioni" -diplomatiche, militari e non solo- da tenere pronte se il regime continua nel suo cammino "destabilizzatore e provocatorio".

La figuraccia di Pyongyang che potrebbe ridimensionare Kim

"Credo che ci sia un consenso internazionale ora, compresa la Cina, che questa situazione semplicemente non possa continuare", ha aggiunto il generale. Nel suo 'tweet', Trump non ha fatto alcun riferimento esplicito al fallito lancio missilistico nordcoreano. La notizia del nuovo test era stata data nella notte italiana dal portavoce del ministero della Difesa sudcoreano e poi confermata dal Pentagono. Silenzio assoluto invece in Corea del Nord. Il missile è stato lanciato intorno alle 6 del mattino ora locale dalla base nella città di Sinpo, sulla costa orientale del Paese; e secondo fonti del Pentagono, non era un vettore intercontinentale (Icbm), di quelli in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Il missile è esploso in aria quasi subito, complicando gli sforzi per identificarne dimensioni e modello. 

La minaccia di Pyongyang fa cilecca. Ma nessuno si illude che sia finita
 Kim jong-un leader nordcoreano - foto Afp

A Sinpo è situata la principale base di sottomarini del Paese, da dove Pyongyang ha già testato il missile balistico che sta sviluppando e che, lanciati da sott'acqua, sono molto più difficili da individuare e anche da colpire. Probabilmente l'ultimo lancio è partito da terra, ma comunque all'inizio del mese, dalla stessa base, l'esercito di Pyongyang aveva fatto un test simile con una versione del suo missile balistico a medio raggio. Anche quel test era fallito.

E, per ringraziare Pechino, Trump si rimangia l'accusa sulle valute

"Perché dovrei definire la Cina un (Paese) che manipola le valute quando stanno collaborando con noi sul problema nordcoreano? Vedremo cosa accadra'", ha scritto Trump nel suo tweet, senza far minimamente cenno a quanto avvenuto poche ore prima in Corea del Nord.

Era stato uno dei 'mantra' della sua campagna elettorale sostenere che la Cina manipola la sua divisa, la mantiene cioé artificialmente bassa per potenziare il suo export. Il Tesoro americano venerdì ha concluso un rapporto che sostiene che la Cina non ha manipolato la sua moneta nella seconda metà del 2016, come del resto aveva anticipato lo stesso Trump mercoledì in un'intervista al Wall Street Journal. Si tratta di un'assoluta inversione di tendenza, rispetto alla sua promessa in campagna elettorale di dichiarare la Cina un Paese che manipola le divise, il che avrebbe comportato determinate sanzioni commerciali; un dietrofront che arriva dopo l'incontro con Xi Jinping.

La Casa Bianca manda il fidato Pence a Seul 

Il nuovo test nordcoreano è stato compiuto mentre Mike Pence, il 'numero due' dell'amministrazione americana, in volo verso Seul, era sopra il mare di Bering. Subito dopo il suo arrivo nella capitale sudcoreana, il vicepresidente americano ha deposto una corona al cimitero nazionale e poi ha partecipato, insieme al personale militare americano e alle loro famiglie, ai servizi religiosi pasquali nella base americana Garrison Yongsan. E parlando durante il pranzo pasquale, ha detto che la tensione crescente evidenzia l'importanza dell'alleanza Usa-Corea del Sud. "La provocazione di stamane da parte del Nord è solo l'ultimo monito sui rischi che ognuno di voi affronta ogni giorno nella difesa della libertà del popolo sudcoreano e nella difesa dell'America in questa parte del mondo".

La minaccia di Pyongyang fa cilecca. Ma nessuno si illude che sia finita

Gli Stati Uniti hanno 28.500 soldati in Corea del Sud. Usa e Cina però adesso collaborano. "Il prossimo passo", riporta l'agenza Xinhua, è quello di mettere in atto "sforzi congiunti, sulla base dello spirito e del consenso raggiunti con l'incontro e la conversazione tra i due capi di Stato, per rafforzare gli scambi e i dialoghi ad alto livello ed espandere la cooperazione a beneficio di entrambi". Sia attraverso richiami ufficiali che attraverso la stampa, Pechino negli ultimi giorni ha in più occasioni scoraggiato Pyongyang dal procedere con nuovi esperimenti missilistici o con un nuovo test nucleare (che veniva dato per imminente dalle immagini satellitari).

Il nuovo test -realizzato mentre nell'area sta arrivando la portaerei a propulsione nucleare USS Carl Vinson con il suo gruppo navale d'attacco- appare come un'ulteriore prova di forza del regime, dopo che sabato Pyongyang aveva mostrato i muscoli in una parata militare in cui aveva sfoggiato le armi, tra i quali i missili intercontinentali, a disposizione del regime. Oggi, il Rodong Sinmun, il quotidiano del Partito dei Lavoratori al potere, ha pubblicato un'edizione speciale per sottolineare le celebrazioni e ha dedicato diverse pagine - tra cui decine di foto - a quelle che vengono presentate come le nuove armi strategiche, tra cui un missile intercontinentale.