Biden-Putin verso il disgelo, si apre il negoziato sulle armi nucleari  

Biden-Putin verso il disgelo, si apre il negoziato sulle armi nucleari  

Il capo della Casa Bianca: "Niente attriti, nessuno vuole una guerra fredda, ma servono regole basilari da rispettare, i diritti umani sono nel dna degli Usa". Il leader del Cremlino: "Colloquio costruttivo, siamo disposti a capirci e ad avvicinare le nostre posizioni"

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© PETER KLAUNZER / POOL / AFP 
- L'incontro tra il presidente Usa Joe Biden e il presidente della Russia Vladimir Putin  

AGI - "Anche in momenti di tensione...possiamo fare progressi" nelle aree di comune interesse. Così si legge nella dichiarazione congiunta sulla stabilità strategica diffusa da Joe Biden e Vladimir Putin al termine del bilaterale di Ginevra.

L'obiettivo è quello di contenere i rischi di una guerra nucleare, si precisa nella dichiarazione, di delineare un'intesa sul controllo delle armi e per questo "vigorosi" colloqui tra Usa e Russia continueranno "nell'immediato futuro".

Joe Biden ha minimizzato il fatto che il summit con Vladimir Putin sia durato tre ore e non quattro o cinque, come previsto dalla Casa Bianca. "Abbiamo parlato solo delle cose basilari - ha commentato il presidente - delle questioni fondamentali. Non ci sono state minacce. Solo fatto in modo che (Putin, ndr) sapesse qual è la nostra posizione". 

Gli Stati Uniti sono pronti a rispondere a un nuovo cyber attacco alle infrastrutture americane da parte di hacker russi ma sono sicuro che Vladimir Putin "non voglia una nuova Guerra Fredda". Ha detto il presidente Joe Biden, rispondendo alla domanda di un giornalista.

"Ho fatto notare al presidente Putin che abbiamo una enorme capacità a livello cyber, e lui lo sa. Gli ho detto che se violeranno le norme basilari, noi risponderemo". Biden ha detto di aver consegnato a Putin una lista con sedici infrastrutture che dovranno essere tenute fuori dagli attacchi. Il presidente è sembrato fiducioso. "Penso che l'ultima cosa che voglia - ha detto, riferendosi a Putin - è una guerra fredda". 

Putin, ci hanno chiamati nemici e poi aiutato oppositori

La ragione per cui la Russia ha bandito organizzazioni dissidenti come quella di Aleksei Navalny è che tali enti avevano ricevuto il sostegno degli Usa dopo che Washington aveva definito Mosca un nemico.

Lo ha spiegato il presidente russo, Vladimir Putin, in conferenza stampa dopo l'incontro con il collega Usa, Joe Biden.

"Abbiamo sentito gli Stati Uniti affermare che la Russia è un nemico e poi abbiamo visto che gli Usa avevano scelto di sostenere queste organizzazioni, con l'obiettivo di fermare un ulteriore sviluppo della Russia", ha detto Putin.

A una domanda di una giornalista che gli chiedeva conto della repressione di alcune fasce dell'opposizione definite "estremiste", Putin ha replicato che queste organizzazioni "incitavano alla rivolta, esortavano i minori a partecipare alle manifestazioni e raccoglievano i dati personali della polizia".

"Abbiamo visto cosa è successo in Usa con il movimento Black Lives Matter, cose con le quali simpatizziamo, ma non vogliamo assistere alle stesse scene in Russia", ha detto ancora Putin.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto che Joe Biden non lo ha invitato alla Casa Bianca.

Putin ha descritto il presidente degli Stati Uniti come un politico "molto costruttivo" ed "equilibrato", "uno statista esperto" e, paragonandolo al suo predecessore, ha sottolineato che "è molto diverso da Trump".

Putin ha aggiunto tuttavia che il presidente Usa ha "parlato di valori" e che dunque hanno parlato "la stessa lingua" nel loro incontro. 

I diplomatici rientreranno nelle loro sedi 

Torneranno nelle loro sedi, Mosca e Washington, e ai loro compiti diplomatici l'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, e l'ambasciatore americano in Russia, John Sullivan: lo ha annunciato il presidente russo Vladimir Putin, al termine del suo incontro con l'omologo Usa, joe Biden, ed è stato il primo risultato concreto del faccia-a-faccia tra i due leader.

"La conversazione è stata assolutamente costruttiva", ha detto Putin ai giornalisti, aggiungendo che la decisione sugli ambasciatori è stato un piccolo gesto per alleviare le tensioni.

I due diplomatici erano rimasti entrambi nei loro Paesi d'origine negli ultimi mesi a causa delle crescenti tensioni tra Mosca e Washington.