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L'Ue non affronta il nodo della redistribuzione dei migranti ma fa qualche passo avanti sul sistema di asilo

L'Ue non affronta il nodo della redistribuzione dei migranti ma fa qualche passo avanti sul sistema di asilo

Dopo la riunione dei ministri dell'Interno dell'Unione resta lontana l'intesa sulla solidarietà tra Paesi membri. La commissaria Johansson, "Collaborare con Libia e Tunisia per impedire le partenze e gestire le migrazioni"

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© Aris Messinis/AFP - Migranti: un intervento di Frontex nel tratto di mare tra la Turchia e l'isola greca di Lesbo

AGI - Nel Consiglio Affari interni che si è tenuto in Lussemburgo "non si è parlato" della redistribuzione dei migranti tra i Paesi Ue ma ci sono stati "importanti sviluppi" sui negoziati per il nuovo patto per l'asilo e le migrazioni. E' la sintesi che ne hanno dato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, e il ministro dell'Interno portoghese, Eduardo Cabrita, al termine della riunione. Resta però l'intesa sulla solidarietà, nonostante gli appelli del fronte Sud. 

Gli Stati del Med-5, cioè “Italia, Spagna, Grecia, Malta e Cipro”, con una lettera alla presidenza del Consiglio Ue, hanno ritirato la loro riserva in merito al nuovo regolamento sull’Easo, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, “abbandonando la logica dell’accordo su tutto o accordo su nulla”. Lo ha annunciato Cabrita che, in qualità di rappresentante della presidenza di turno del Consiglio Ue, ha ricordato il lungo iter del testo bloccato da tempo per via dei dissidi tra i Paesi Ue sull’intero dossier dell’immigrazione. Il primo passo, ha spiegato Cabrita, “è stato quello di separare il lavoro tecnico sul testo” dai negoziati politici. Con la lettera di oggi è arrivato il disco verde dai cinque Paesi.

“Abbiamo avuto discussioni positive molto costruttive, soprattutto sulla dimensione esterna, ma toccando anche l'intero Patto” sulla migrazione e l’asilo, la proposta della Commissione sulla gestione dei flussi, e “devo dire che ci sono possibili e concreti progressi da compiere nel partenariato con i nostri vicini meridionali”, ha sintetizzato Johansson, al termine della riunione. “Ieri ero in Libia e ho avuto ottimi colloqui con il primo ministro del nuovo Governo ad interim e anche con il ministro dell'Interno”, ha ricordato la commissaria. "Due settimane fa, ero in Tunisia e la scorsa settimana ho incontrato di nuovo il presidente tunisino”, ha aggiunto. Di qui la scommessa Ue per una nuova intesa con i Paesi del Nord Africa al fine di collaborare “sia quando si tratta di prevenire le partenze irregolari” che per “gestire la migrazione, proteggere i diritti fondamentali dei migranti, investire in percorsi legali e aiutarsi a vicenda per la gestione delle frontiere”, ha concluso Johansson.

"Abbiamo avuto una discussione approfondita sulla strategia per promuovere la gestione integrata della migrazione come fenomeno normale” e come “qualcosa di positivo per l’Unione europea”, ha confermato Cabrita. “Vogliamo promuovere relazioni dinamiche tra l’Europa, il continente più vecchio, e l’Africa, il nostro continente confinante con la popolazione più giovane del mondo”, ha aggiunto.