Il covid fa strage in India    

Il covid fa strage in India    

"Siamo in una tempesta", ha detto il premier Modi garantendo ossigeno, vaccini e posti letto alla nazione 

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© Diptendu DUTTA / AFP 
- Mascherine esposte in una bancarella in una strada indiana 

AGI - Si fa sempre più drammatica l'emergenza Covid-19 in India. Nelle ultime 24 ore, il Paese ha registrato oltre 2mila decessi e quasi 300mila nuovi casi. Si tratta di uno dei record giornalieri più alti al mondo dall'inizio della pandemia.

A oggi l'India ha raggiunto un totale di 15,6 milioni di infezioni e 182.553 morti. Numeri che hanno convinto il primo ministro Narendra Modi a rivolgersi alla nazione dicendo che il governo e l'industria farmaceutica stanno intensificando gli sforzi per dare una risposta alla mancanza di posti letto negli ospedali e alla penuria di ossigeno, tamponi e vaccini.

"L'impennata dei contagi è arrivata come una tempesta e ci aspetta una grande battaglia", ha inoltre sottolineato Modi, criticato da tutte le forze politiche indiane per la gestione della crisi e anche contestato per aver tenuto una serie di manifestazioni elettorali in barba alle norme di contenimento del virus. Sabato scorso non indossava nemmeno la mascherina a un comizio nel Bengala occidentale.

Il Paese è di fatto in ginocchio ed è emersa anche una nuova mutazione nel virus, anzi una tripla mutazione, ovvero tre diversi ceppi del Covid-19 si sono combinati per formare una nuova variante. Si ritiene che il picco di casi in stati come il Maharashtra, Delhi e il Bengala occidentale sia proprio guidato da questa variante con una triplice mutazione. I grandi raduni religiosi, la riapertura della maggior parte dei luoghi pubblici e i comizi elettorali sono occasioni di importante diffusione del virus, hanno avvertito gli esperti. Lunedì le autorità di New Delhi hanno dovuto imporre un lockdown per una settimana.

Al momento l'India è il Paese con il più alto tasso di crescita di contagio, dietro solo agli Stati Uniti in termini di numeri totali. Anche i mercati finanziari subiscono le conseguenze di questa situazione e la rupia ha perso il 3 per cento a 75,14 per dollaro dall'inizio di aprile (tra le peggiore performance delle valute seguite da Bloomberg, tra cui il rublo russo e la lira turca). (AGI)