Francia e Australia frenano sulla seconda dose di Astrazeneca. Ma secondo gli scienziati italiani non c'è alcun problema 

Francia e Australia frenano sulla seconda dose di Astrazeneca. Ma secondo gli scienziati italiani non c'è alcun problema 

Canberra ordina una partita di Pfizer per sostituire il siero anglo-svedese e la Francia raccomanda di fare la seconda somministrazione con un altro vaccino. Ma per Mantovani, Crisanti e Locatelli, non c'è motivo di cambiare le immunizzazioni programmate

Francia Australia frenano seconda dose Astrazeneca

© Agf - ¬†Vaccino AstraZeneca

AGI - L'Australia raddoppia le sue ordinazioni del vaccino Pfizer: lo ha annunciato il premier Scott Morrison, nelle ore in cui il governo di Canberra re-indirizza la sua campagna di vaccinazione alla luce delle novità emerse sul vaccino AstraZeneca e i rischi, seppur rarissimi, di trombosi ad esso legati.

L'Australia ha basato il suo programma di vaccinazione in gran parte proprio sul vaccino AstraZeneca, di cui ha ordinato 50 milioni di dosi, necessari per entrambe le dosi all'intera popolazione di 25 milioni di abitanti. Ora il governo ha cambiato la strategia vaccinale raccomandando ai 12 milioni di australiani con meno di 50 anni di utilizzare il vaccino Pfizer, del quale di conseguenza ha ordinato altre 40 milioni di dosi, che dovrebbero bastare ai quattro quinti della popolazione.

Intanto la Francia ha raccomandato che chi ha meno di 55 anni e ha ricevuto una prima dose di vaccino anti-Covid con il siero di AstraZeneca abbia il richiamo con un altro vaccino, Pfizer o Moderna. Il ministro della Salute, Olivier Veran, anticipando l'annuncio ufficiale  dell'autorità sanitaria (l'Haute autorité de santé, Has nell'acronimo in francese). L'HAS ha già sospeso il 19 marzo il vaccino dell'azienda anglo-svedese per chi ha meno di 55 anni.

"Io, come operatore sanitario, sono stato vaccinato con Pzifer, ma tre giovani donne della mia famiglia sono state vaccinate con Astrazeneca e io raccomanderò a loro di fare il richiamo, sempre con Astrazeneca" ha detto a Radio Anch'io Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'istituto clinico Humanitas. Mantovani ha sottolineato l'importanza che tutti facciano il richiamo, "perché questo, dato al tempo giusto, dà il massimo di protezione". E ha invitato le persone a non temere di vaccinarsi con Astrazeneca. "Non facciamoci intimorire da questi rarissimi eventi avversi, sono quelli che succedono anche, molto raramente, quando veniamo trattati con Eparina. È importante che le persone sopra i 60 anni si vaccinino con Astrazeneca".

"Se una persona non ha avuto problemi con la prima dose di Astrazeneca, non corre il rischio di avere problemi con la seconda dose" ha rincarato sempre a Radio Anch'io su Rai Radio 1 Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova. "Astrazeneca è un vaccino efficace e sicuro - ha ribadito Crisanti - l'unico problema che c'è stato è di comunicazione. La verità è che un vaccino approvato in emergenza è soggetto a un processo di evoluzione, quindi via via che si accumulano dati cambia l'indicazione".

Crisanti ha sottolineato che "la presenza di effetti collaterali gravi è di uno su due milioni e mezzo ma nel caso della seconda dose non c'è alcun problema. Se uno non ha avuto problemi con la prima dose non li avrà con la seconda".

La "seconda dose" per chi ha già ricevuto la prima con questo vaccino "sarà sempre con AstraZeneca, i dati ci dicono che le complicanze si sono avute dopo la prima dose. Se poi avremo dati differenti rimoduleremo la scelta, ma in questo motivo non cè assolutamente ragione di farlo" ha detto da parte sua il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli. "Nel Regno Unito - ha sottolineato - i decessi sono passati da 1.600 al giorno a poche decine negli ultimi giorni, e lì la maggior parte delle vaccinazioni sono state effettuate con AstraZeneca".