Lettere di Diana all'asta, in una la regina era 'the boss' 

Lettere di Diana all'asta, in una la regina era 'the boss' 

 Il gruppo di biglietti autografi dalla principessa sono stati scritti tra il 1990 e il 1997 e venduti per un totale di 82mila sterline

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principessa Diana Spencer (apf) 

AGI - È stato battuto all'asta, nel Regno Unito, un gruppo di biglietti autografi dalla principessa Diana, scritti tra il 1990 e il 1997 a un amico di famiglia: la raccolta è stata venduta per un totale di 82mila sterline.

Tra i biglietti - con il monogramma sormontato dalla coroncina, bordati in rosso carminio e provenienti da Kensington Palace - ce n'era uno in cui Lady D parlava della regina come del 'boss': Diana ringraziava l'amico per averla portata fuori a colazione ma si augurava di non averlo fatto tardare all'abbazia di Westminster e fatto arrivare più tardi del 'capo', la regina Elisabetta I. "Nel caso - aggiungeva - spero tu mi abbia menzionata nelle scuse". In un altro cartoncino, lo ringraziava per averlo portata a pranzo fuori, "una distrazione molto gradita", nelle settimane precedenti al suo divorzio dal principe Carlo.

La maggior parte del fondo è stato acquistato da un anonimo collezionista di oggetti della principessa, che risiede nel Regno Unito, ma - ha riferito la casa d'aste - tra gli offerenti c'erano molti americani.

"Le persone adorano Diana, era straordinariamente popolare. E leggendo queste lettere impari moltissimo di lei, del suo carattere, della sua personalità, della sua intelligenza".

I proventi della vendita dei biglietti - che sono stati custoditi per anni dalla famiglia - andranno suddivisi tra quattro istituzioni tra quelle patrocinate dalla principessa: l'English National Ballet, Opera Rara, la Young Musicians Symphony Orchestra e il Benesh International Endowment Fund.

Tra le lettere vendute una in cui la mamma di Diana, Frances Shand Kydd, raccontava di come la figlia danzasse felice a piedi nudi durante una vacanza a Venezia nel 1990; e di come le guardie del corpo italiane le guardassero "con bramosia" le gambe.