Dl sostegni: governo vede maggioranza-enti locali. I nodi in Cdm

Dl sostegni: governo vede maggioranza-enti locali. I nodi in Cdm

Resta ancora da sciogliere la questione dello stralcio delle cartelle esattoriali: si discute sia del tetto che dell'arco temporale. Per M5s il periodo deve essere 2000-2015 e la soglia 5mila euro 

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© AGF - Mario Draghi

AGI – Un confronto prima con le forze della maggioranza, poi con gli enti locali. Il governo si appresta a varare in Cdm il Dl sostegni. E sarà il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a risolvere gli ultimi dubbi e a presentare il provvedimento in conferenza stampa.     

Resta ancora da sciogliere il nodo dello stralcio delle cartelle esattoriali. “Resta aperto – si legge anche nella bozza del dl fatta pervenire ai partiti - il ‘nodo’ della cancellazione delle vecchie cartelle: si discute sia del tetto che dell'arco temporale”.

“E' bene chiarire che uno stralcio delle cartelle esattoriali accumulate in passato, dal 2000 al 2015, è assolutamente necessario, almeno fino alla soglia di 5mila euro”, dicono dal M5s. Si dovrebbe andare in questa direzione ma nella maggioranza si ribadisce che sarà il premier a decidere. “Basta ideologie sulle cartelle, non è un condono”, osserva la vice ministra al Mef, Laura Castelli. "Per la Lega - e per gli italiani, direi - è imprescindibile che ci sia la pace fiscale nel decreto rimborsi, che ci sia la rottamazione di decine di milioni di cartelle esattoriali vecchie, che sarebbero la morte per milioni di famiglie italiane”, insiste il segretario leghista Salvini.

“Per Forza Italia il decreto rappresenta solo l'inizio di un percorso di misure progressive che dovranno garantire una netta e percepibile discontinuità col passato”, sottolinea il capogruppo di FI al Senato, Bernini. “Per FI è cruciale l’alleggerimento fiscale”, rilancia il capogruppo azzurro alla Camera, Occhiuto. "Sui ristori è tangibile l'impegno del Governo a fare di più rispetto al passato”, si sottolinea nel Pd. In ogni caso le forze parlamentari puntano a modificarlo. “Il decreto sarà assegnato al Senato, con l’intento di procedere attraverso tre letture parlamentari (con modifiche quindi apportate da entrambi i rami del Parlamento)", si legge nella bozza.

“È positivo che il governo voglia prevedere con il Decreto Sostegno la proroga dei contratti dei navigator”, ora “bisogna completare il piano straordinario di potenziamento dei Centri per l'impiego e delle politiche attive del lavoro che prevede un investimento in capitale umano e infrastrutture senza precedenti”, rimarcano da M5s. “È necessario cercare le risorse affinché le famiglie siano realmente sostenute", dice la capogruppo di Iv alla Camera Boschi. Italia viva al vertice ha posto i temi della cancellazione delle cartelle esattoriali non più esigibili, dell'abolizione della plastic tax e sugar tax, allungare la restituzione dei prestiti del decreto Liquidità, il sostegno alle compagnie aeree (non solo Alitalia) e alle attivita' turistiche ed economiche legate alla montagna. 

Inoltre: attenzione alle famiglie tenendo conto che le misure di sostegno incidono in maniera diversa sulle famiglie con figli, l'estensione del bonus babysitter a chi è in smartworking e chiarezza su risorse per asili nido.- “Bene le misure ma serve più attenzione al terzo settore”, spiega il presidente del gruppo dem di Montecitorio, Delrio. “Il blocco dei licenziamenti e' uno strumento che ha funzionato ed e' quindi giusto prorogarlo”, sottolinea Fornaro (Leu), mentre Fassina spiega che si tratta di “misure parziali” e che “urge nuovo scostamento”. “Bene il confronto ma il testo va migliorato in Aula”, notano da Cambiamo.     

Positivo il parere delle Regioni. Per gli enti territoriali le risorse per ristori dovuti alla perdita di gettito subite sono state quantificate in questo modo: 250 milioni per regioni a statuto speciale; 100 milioni per province e città metropolitane; 250 milioni ai comuni per perdita gettito tasse di soggiorno; 1 miliardo per le Regioni; trasporto pubblico locale: 800 milioni.     “Sono state accolte alcune richieste dei territori”, ha evidenziato la ministra per gli Affari regionali, Gelmini, dopo l’incontro (presente anche il ministro dell’Economia, Franco) con i governatori, l’Anci e l’Upi. Nel vertice alcune regioni, come il Veneto, hanno chiesto – secondo quanto si apprende – di inserire nel dl anche i fondi per l’acquisto dei vaccini.  

“Registriamo – hanno affermato Bonaccini e Toti, presidente e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, con soddisfazione alcuni obiettivi raggiunti. C’è il riconoscimento della restituzione delle risorse che le Regioni hanno anticipato nella prima fase dell’emergenza, fino ad aprile 2020, per un totale di un miliardo”. Inoltre “e’ superato il regime rigido dei codici Ateco per le attività che avranno diritto al sostegno, così come è stato innalzato il tetto dei 5 milioni a 10 milioni di fatturato” e “sono riconosciuti sostegni importanti anche per il trasporto pubblico locale”.

“C’è poi – hanno aggiunto Bonaccini e Toti - un complesso di misure che andranno valutate nel dettaglio, ma è sicuramente apprezzabile lo sforzo di venire incontro per la prima volta a settori che in questo periodo sono stati costretti allo stop di ogni attività, penso, fra gli altri, al sistema fieristico, al turismo, e in particolare a quello invernale, allo sport, alla cultura e allo spettacolo”. “Occorre nei prossimi giorni – hanno concluso Bonaccini e Toti - proseguire con questo metodo basato sulla collaborazione istituzionale per affrontate anche alcune questioni che sono rimaste aperte”. “Bene i fondi ai Comuni, ora ristori veloci”, dice il presidente dell’Anci, Decaro.

“Il governo mantiene gli impegni con le Province”, afferma il presidente dell'Unione Province (Upi), De Pascale. Il decreto muove risorse complessive per 32 miliardi, “di cui circa 11 miliardi dedicati alle imprese”.      La prima parte del decreto riguarda le partite Iva e le imprese, con risorse “pari circa a 11 miliardi di euro. Si tratta di contributi a fondo perduto che potrebbero interessare oltre 5,5 milioni di soggetti potenziali. Il vincolo per ottenere il ristoro è quello della perdita di almeno il 30 per cento del fatturato. Il calcolo dell'indennizzo – si legge nella bozza - sarà basato sulla media mensile delle perdite tra l'intero anno 2020 e l'intero 2019.     

Gli aiuti vanno alle imprese fino a 10 milioni di ricavi con 5 fasce e percentuali che vanno dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi: fino a 100.000 euro di fatturato: 60%; da 100.000 a 400.000 euro di fatturato: 50%; da 400.000 a 1 milione di euro di fatturato: 40%; da 1 milione a 5 milioni di euro di fatturato: 30%; da 5 milioni a 10 milioni di euro di fatturato: 20%.      

“L’agenzia delle entrate ha calcolato che il ristoro medio per le imprese della prima fascia sarà di 2000 euro, per quelle della seconda fascia di 5000 euro. Si calcola che 3 milioni di soggetti otterranno in media circa 3.700 euro”, si legge nella bozza. Ed ancora: “Il ristoro minimo sarà di 1000 euro per le persone fisiche, fino ad un massimo di 150.000 euro.     

Complessivamente, si eroga 1 miliardo in più rispetto ai ristori dello scorso anno. Le imprese potranno scegliere se ottenere il bonifico o accedere ad una compensazione fiscale. Si potrà richiedere l’accesso al fondo perduto (con un’autocertificazione da presentare entro 60 giorni dall’apertura delle domande) attraverso una piattaforma gestita da SOGEI, che sarà pronta entro il 30 marzo. Tra l’8 e il 10 aprile inizieranno i primi pagamenti, con l’obiettivo di erogare 11 miliardi di risorse entro fine aprile. Il ristoro è previsto anche per start up e imprese nate nel 2019 e 2020”.   Inoltre: “Sarà istituito un fondo ad hoc per la montagna di 600 milioni. 1,5 miliardi di euro sono destinati al fondo per l’esonero contributivo dei professionisti (entro una determinata soglia di fatturato, come già stabilito in legge di bilancio)”. 

Ecco il capitolo riscossione: “Ci sarà un rinvio delle notifiche delle cartelle esattoriali dal 1° marzo al 1° maggio. Sarà presente un intervento di rimodulazione delle cartelle (con differimento rateazione al secondo semestre dell’anno) pari a circa 1,3 miliardi”. La seconda parte del dl riguarda il capitolo lavoro. “La Cassa integrazione Covid sarà prorogata fino a fine 2021 (3,3 miliardi di euro)”, si spiega anche se “quella sul blocco dei licenziamenti è una partita ancora in via di definizione”. In ogni caso “si rifinanzia per 400 milioni di euro il fondo sociale per interventi su specifiche imprese. Ci saranno sostegni specifici attraverso indennità una tantum per 3 mesi da 2400 euro complessivi per stagionali, lavoratori dello spettacolo, termali; i lavoratori interessati saranno circa 400.000 per uno stanziamento complessivo di 900 milioni. Previste indennità per circa 200.000 lavoratori sportivi. Il reddito di emergenza sarà rinnovato per 3 mensilità.     

Il Fondo Terzo settore sarà rifinanziato con 300 milioni. "Ci sarà un rifinanziamento di 50 milioni per lavoratori fragili”, si legge. L’ultima parte del dl riguarda la salute e la sicurezza: previsti – si legge ancora nella bozza - 2,8 miliardi per acquisto vaccini e medicinali Covid; 400 milioni per logistica Commissario emergenza; 200 milioni per avvio produzione vaccini in Italia; 350 milioni per campagna vaccinale (previsti remunerazione farmacie coinvolte nella campagna vaccinale, intervento per ospedali Covid, intervento per medici e infermieri).     

La norma per consentire la somministrazione dei vaccini anti-Covid in farmacia dovrebbe essere quindi inserita nel decreto Sostegni. Dopo la parte relativa agli enti territoriali, l'ultima parte del dl riguarda la scuola: dovrebbero essere previsti 300 milioni per sicurezza didattica (anche per didattica a distanza, ma dovrebbero essere escluse le paritarie) mentre per la cultura ci dovrebbero essere “400 milioni per rifinanziamento fondi per settore spettacolo, cultura e audiovisivo”. Previsti 100 milioni alle Forze dell’ordine (riguarderebbero gli straordinari). Infine 100 milioni di aiuti per settore catering, le fiere e gli eventi.