Non ci sarà un rapporto provvisorio dell'Oms sulla missione a Wuhan

Non ci sarà un rapporto provvisorio dell'Oms sulla missione a Wuhan

"Un semplice riassunto non soddisfarebbe la curiosità dei lettori", ha spiegato al Wall Street Journal il responsabile del gruppo di ricerca, Peter Ben Embarek. Ma un rapporto più ampio "sarà pubblicato nelle prossime settimane e conterrà importanti scoperte"

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© Afp
  -  Peter Ben Embarek, Oms

AGI - Gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità inviati a gennaio a Wuhan, in Cina, per indagare sull'origine della pandemia da Covid-19 non pubblicheranno l'atteso rapporto preliminare sulle loro scoperte: lo scrive il Wall Street Journal.

"Un semplice riassunto non soddisfarebbe la curiosità dei lettori", ha spiegato all'autorevole quotidiano finanziario il responsabile del gruppo di ricerca, Peter Ben Embarek. Ma un rapporto più ampio "sarà pubblicato nelle prossime settimane e conterrà importanti scoperte".

La decisione arriva in un contesto di crescenti tensioni tra Usa e Cina sulle condizioni di accesso offerte dal governo di Pechino agli scienziati sul campo. Il 12 febbraio il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aveva annunciato che gli scienziati avrebbero pubblicato rapidamente il rapporto preliminare che riassumeva le ricerche condotte in un mese di sopralluoghi in Cina.

Ma giovedì in una lettera aperta, il gruppo di scienziati ha chiesto una nuova inchiesta internazionale: i ricercatori sostengono che la missione a Wuhan, la città cinese in cui furono trovati i primi casi noti, non ha avuto accesso sufficiente per indagare adeguatamente sulle possibili origini del nuovo coronavirus, tantomeno sul fatto che il micidiale virus possa essere uscito da un laboratorio.

L'appello degli scienziati della missione Oms arriva nel momento in cui gli Stati Uniti, che di recente hanno fatto marcia indietro sulla decisione di lasciare l'agenzia, fanno pressioni per una maggiore trasparenza.

E hanno detto che sono in attesa di esaminare il rapporto ed esortando la Cina a pubblicare tutti i dati importanti, compresi quelli sui primi casi confermati nel dicembre 2019 e magari i possibili contagi precedenti.

Pechino, nel frattempo, sta premendo perché siano fatte missioni dell'Oms anche in altri Paesi, magari negli Stati Uniti, per indagare se il virus possa aver avuto origine al di fuori della Cina e si sia diffuso a Wuhan tramite l'imballaggio degli alimenti congelati.