Ordinate 2,2 miliardi di dosi di vaccino, ne sono arrivate 18 milioni

Ordinate 2,2 miliardi di dosi di vaccino, ne sono arrivate 18 milioni

L'Ue, sotto pressione per la lentezza delle campagne di vaccinazione, ha firmato finora sei contratti con i produttori. Si prevede la consegna di 100 milioni di dosi nel primo trimestre, e almeno 300 milioni nel secondo trimestre, per vaccinare potenzialmente circa 200 milioni di europei entro la fine di giugno

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© AFP - Vaccino anti Covid

AGI -  L'Ue, sotto pressione per la lentezza delle campagne di vaccinazione, ha firmato finora sei contratti con produttori di vaccini anti-Covid. Tre sieri hanno ricevuto l'autorizzazione al commercio ma hanno subito notevoli ritardi nella produzione. La Commissione europea, che negozia per conto dei 27 Stati membri, ha preordinato un totale di circa 2,2 miliardi di dosi. Spetta agli Stati finalizzare gli ordini e concordare l'invio delle dosi. Il vaccino del duo tedesco-americano BioNTech-Pfizer è stato, a fine dicembre, il primo approvato dall'Ema, l'ente regolatore europeo, seguito il 6 gennaio dall'americana Moderna, poi dalla svedese-britannica AstraZeneca il 29 gennaio. Tutti i tre vaccini richiedono due iniezioni e quindi due dosi per persona.

A oggi, primo febbraio, l'Ue ha ricevuto 18,5 milioni di dosi, di cui 17,6 milioni di BioNTech-Pfizer e 854 mila di Moderna. Collettivamente, i Ventisette hanno somministrato una media di 2,4 dosi per 100 persone, con disparità significative tra i Paesi (prima l'Irlanda con 11,5%; ultima Lettonia all'1,1%; Italia in testa tra i big con il 2,5%). 

L'Ue prevede la consegna di 100 milioni di dosi nel primo trimestre, e almeno 300 milioni nel secondo trimestre, per vaccinare potenzialmente circa 200 milioni di europei entro la fine di giugno e centrare l'obiettivo del 70% della popolazione adulta.

Biontech-Pfizer 

Pre-ordinate 600 milioni di dosi. Un primo contratto firmato in autunno prevedeva la consegna di 200 milioni di dosi prima di settembre 2021, e 100 milioni dopo. Un secondo contratto firmato l'8 gennaio conferma 300 milioni di dosi aggiuntive, con consegne a partire dal secondo trimestre. Ciò grazie all'avvio in febbraio di una nuova unità produttiva di BioNTech a Marburg (Germania), rafforzando lo stabilimento belga di Puurs, dove si era registrato un rallentamento a fine gennaio. BioNTech e Pfizer hanno confermato oggi che saranno in grado di fornire fino a 75 milioni di dosi aggiuntive all'Ue nel secondo trimestre.

Moderna

Pre-ordinate 160 milioni di dosi. Gli Stati membri avevano segnalato a gennaio di ritardi significativi nelle consegne di vaccini di Moderna, prodotti in Svizzera. Ma, come per BioNTech-Pfizer, le scadenze di produzione sono state rispettate, secondo Bruxelles: la scorsa settimana sono state consegnate 4 milioni di dosi, di cui 3,5 da BioNTech-Pfizer e 500 mila dosi da Moderna, ovvero il "100%" del previsto secondo il calendario concordato con l'azienda.

AstraZeneca

Pre-ordinate fino a 400 milioni di dosi. Il laboratorio ha annunciato il 22 gennaio un problema di "resa" sul suo sito belga di Seneffe, assicurando secondo l'Ue di poter erogare nel primo trimestre solo 31 milioni di dosi, su circa 120 milioni inizialmente promessi. Tuttavia, anche un altro stabilimento nei Paesi Bassi e due nel Regno Unito dovrebbero fornire i Ventisette.  La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato domenica che AstraZeneca consegnerà 40 milioni di dosi in totale nel primo trimestre, ancora ben al di sotto dei volumi previsti. Il vaccino di AstraZeneca è più facile da produrre e più comodo da trasportare, poiché non richiede le temperature di congelamento necessarie per Pfizer-BioNTech e Moderna. La somministrazione nell'Ue inizierà la seconda settimana di febbraio.

Vaccini non ancora autorizzati

L'Ue ha firmato contratti con il duo franco-britannico Sanofi-GSK (fino a 300 milioni di dosi), la tedesco CureVac (fino a 405 milioni di dosi) e l'americana Johnson & Johnson (fino a 400 milioni dosi). L'esecutivo europeo ha inoltre concluso colloqui esplorativi con l'americana Novavax (100 milioni di dosi) e la biotech franco-austriaca Valneva (fino a 60 milioni di dosi). Secondo un documento ministeriale tedesco consultato da Afp, il vaccino Johnson & Johnson potrebbe essere approvato nell'Ue a fine febbraio, seguito a maggio da quelli di CureVac e Novavax. Secondo la Commissione, entro la fine di settembre potrebbero essere somministrate circa 100 milioni di dosi del vaccino Johnson & Johnson.

Costo delle dosi

I prezzi negoziati dalla Commissione, che rimangono strettamente riservati, sono stati inavvertitamente rivelati a metà dicembre su Twitter dal segretario di Stato belga incaricato del Bilancio: il prezzo per dose varia da 1,78 euro per AstraZeneca, a 14,70 euro per Moderna, con Pfizer-BioNTech a 12 euro. Il costo delle dosi di AstraZeneca vendute nell'Ue è stato stimato dal laboratorio in 870 milioni di euro, da quanto emerso dal contratto di AstraZeneca con l'Ue pubblicato online (la parte del prezzo doveva essere oscurata ma risultava visibile nell'indice per un errore tecnico).