I vescovi francesi sperano in una decisione stile Corte Suprema sulle messe

I vescovi francesi sperano in una decisione stile Corte Suprema sulle messe

La Conferenza episcopale ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione di limitare a 30 le persone che possono partecipare alle cerimonie religiose

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©  Sandrine Marty / Hans Lucas / Hans Lucas via AFP
-  Manifestazione davanti alla cattedrale di Reims per il diritto alla messa

AGI -  La Conferenza episcopale francese (Cef) ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato contro il limite di presenza di trenta persone alle cerimonie religiose deciso dal governo. Ha inoltre fissato un incontro, per domenica alle 18, con il premier Jean Castex nella speranza di avere "un vero momento di consultazione". 

“Le tante reazioni ricevute dai fedeli, anche di altre religioni, ci spingono a chiedere che la legge sia rispettata”, scrivono i vescovi francesi . La domanda di appello al provvedimento è stata "depositata questa mattina", ha detto un portavoce della Cef, Vincent Neymon, "preventivamente, anche prima della pubblicazione del decreto" che specifica le misure decise per il culto.      

L'episcopato ritiene un "grave errore" la conferma di Jean Castex che il limite per la ripresa delle cerimonie religiose con il pubblico nel weekend è rimasto a trenta persone. La misura, definita "irrealistica" e "inapplicabile", era stata annunciata martedì sera dal presidente, Emmanuel Macron, ma i vescovi si aspettavano una nuova proposta che invece non è arrivata.

La Cef chiede un parametro fissato in base alle dimensioni dell'edificio, con uno spazio di 4 metri quadri per ciascun fedele e un tasso di riempimento di un terzo della chiesa. "In attesa dell'esito di questi due passaggi, sono in vigore le regole fissate dal presidente del Consiglio anche se siamo tutti consapevoli delle grandi difficoltà in cui pongono i fedeli queste decisioni di governo", evidenzia l'episcopato.

In attesa che la situazione evolva positivamente, i vescovi tengono a ricordare che “sono in vigore le regole fissate dal primo ministro” ma immediatamente aggiungono: “Siamo tutti consapevoli delle grandi difficoltà che queste decisioni di governo pongono i fedeli. Possa il ricorso al diritto aiutare a calmare gli animi”. La nota conclude: “È chiaro a tutti noi che la messa non può diventare un luogo di lotta e di rivendicazione, ma rimanere un luogo di pace e di comunione”

Un braccio di ferro simile si era verificato nei giorni scorsi a New York dove le comunità ebraica e ortodossa avevano fatto ricorso contro la decisione del governatore, Andrew Cuomo, di imporre restrizioni alle cerimonie religiose. La Corte Suprema americana ha accolto il ricorso bocciando il provvedimento di Cuomo.