Putin: "Ho autorizzato io il trasferimento di Navalny in Germania"

Putin: "Ho autorizzato io il trasferimento di Navalny in Germania"

Il presidente russo ha offerto ai partner europei di condurre un'inchiesta congiunta sul caso dell'oppositore avvelenato col Novichok: "Se è un atto criminale, si deve indagare"

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© ALEKSEY NIKOLSKYI / SPUTNIK - Vladimir Putin

AGI - Il presidente russo, Vladimir Putin, ha dichiarato essere intervenuto personalmente alla fine di agosto per consentire l'evacuazione dell'oppositore Alexei Navalny in Germania per essere curato dopo il suo avvelenamento. Durante un forum di discussione, Putin ha detto di aver "subito chiesto" al procuratore generale russo di consentire all'oppositore di lasciare la Russia per cure urgenti a Berlino, nonostante le "restrizioni" giudiziarie che, secondo il presidente russo, avrebbero impedito a Navalny di lasciare il Paese. 

Il presidente russo, Vladimir Putin ha offerto ai partner europei di condurre un'inchiesta congiunta sul caso. "In una conversazione con uno dei leader europei ho suggerito che i nostri specialisti si recassero in Germania insieme a specialisti francesi, tedeschi e svedesi", ha detto, "avremmo lavorato sul posto, ricevuto materiale che avremmo potuto porre come base per un'indagine penale". "Se questo è davvero un atto criminale, si deve indagare", ha aggiunto. "Indaghiamo insieme", ha ripetuto, "se è davvero cosi' senza dubbio apriremo un'indagine".

"Divergenze con Erdogan ma è un partner affidabile"

Il presidente russo Vladimir Putin ha ammesso che le posizioni di Mosca e Ankara sul conflitto in Nagorno-Karabakh "non coincidono", ma ha anche difeso il collega Recep Tayyip Erdogan definendolo "un partner con cui si lavora in modo affidabile", perché porta avanti una sua "politica estera indipendente", che ha permesso di attuare un progetto come il gasdotto Turkish Stream e di chiudere l'accordo per la fornitura degli S-400 russi, nonostante la Turchia sia membro della Nato.

"Sul Caucaso meridionale, le nostre posizioni non coincidono", ha spiegato Putin, "perché noi riteniamo che sia necessario risolvere questioni controverse non con l'uso della forza o delle armi, ma con strumenti diplomatici, al tavolo dei negoziati".  

Sono quasi 5 mila le persone morte nell'ultima recrudescenza del conflitto sul Nagorno-Karabakh, regione contesa tra Armenia e Azerbaigian, ha reso noto il presidente russo. "Secondo i nostri dati"; ha dichiarato parlando al forum Valdai, "il numero di morti è circa 2 mila per entrambe le parti, questo vuole dire che in totale ci si avvicina a 5 mila".