Perché la Francia non riesce a contenere la seconda ondata di Covid 

Perché la Francia non riesce a contenere la seconda ondata di Covid 

In reazione alle restrizioni primaverili, in vacanza i francesi sono stati meno diligenti, spiega all'AGI Vittoria Colizza dell'Inserm di Parigi 

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OLIVIER MORIN / AFP
- In fila con la mascherina per fare il test sul Covid-19 a Parigi

AGI – Nelle ultime settimane in Francia è fortemente aumentato il numero di nuovi positivi al Covid-19, che hanno superato anche i 10 mila casi al giorno, e in alcune regioni il numero di posti letto in rianimazione e nei reparti specializzati scarseggiano. Il quadro si sta deteriorando rapidamente facendo temere, anche tra i vicini europei, il manifestarsi di una seconda ondata. L’impennata di casi fa anche sorgere una serie di dubbi e interrogativi sulla gestione dell'uscita dal "confinamento" e sulle strategie adottate da Parigi per arginare la trasmissione del virus.  

A spiegare almeno in parte l’attuale situazione critica, potrebbe essere la concomitanza di alcuni fattori sia a livello di tempistica, sia di strumenti a disposizione nella risposta strategica alla pandemia, sia di comportamenti meno rigorosi dei cittadini. “In reazione alla ‘stanchezza da coronavirus’ e alla mancata libertà dei mesi primaverili, a partire da fine giugno le abitudini dei francesi sono molto cambiate, soprattutto in vacanza, e i gesti barriera sono stati osservati con meno diligenza da tutti a prescindere dall’età.

In quel periodo il sistema di identificazione-tracciamento-isolamento non era, però, ancora abbastanza consolidato” spiega all’AGI Vittoria Colizza, direttrice di ricerca del laboratorio Epicx, all'Istituto nazionale francese di salute e ricerca (Inserm) di Parigi.

Gli scienziati avevano previsto uno scenario di ripresa dei contagi 

Per chi, come Colizza, fa analisi di valutazione del rischio, mitigazione e controllo delle epidemie umane e animali, su approcci matematici e computazionali, l’andamento attuale non è proprio una sorpresa.

Uno studio di modellizzazione dell’Inserm realizzato lo scorso aprile e successivamente pubblicato dalla rivista Bmc Medicine aveva proposto 4 possibili scenari per l’uscita dal confinamento della Francia, tenendo conto di una combinazione di fattori: la strategia 'test-trace-isolate', interventi di distanziamento sociale – tra cui la riapertura progressiva di alcune attività commerciali – e l’adozione di misure preventive da parte della popolazione.

“In effetti due di questi scenari prevedevano una diminuzione di casi tra maggio e giugno, seguita da un aumento dell’attività epidemica nel corso dei mesi estivi. In particolare uno degli scenari è in linea con i dati dei ricoveri sul periodo tra maggio e settembre” sottolinea la scienziata.

Per quanto riguarda il primo punto, ovvero la strategia testare-tracciare-isolare, sistema nuovo creato per poter consentire alla Francia di uscire dal lockdown, tra il 13 maggio e fine giugno ha individuato solo un caso su 10, lasciandone fuori 9 (underdetection). Le capacità di questa strategia si sono successivamente rafforzate, di pari passo con l’aumento dei test eseguiti – attualmente più di un milione alla settimana – dei laboratori e del personale a disposizione.  

Strategia test-tracciamento-isolamento non efficace 

“Numeri alla mano, uno dei motivi dell’aumento della circolazione virale nei mesi estivi è stata la capacità limitata della strategia test-trace-isolate nella fase iniziale del deconfinamento. Il fatto che a maggio e giugno sia riuscita ad individuare solo un caso sintomatico su 10 ha limitato l’efficacia di questa strategia come strumento di lotta alla pandemia” analizza Colizza, riprendendo gli autorevoli studi del laboratorio Epicx da lei diretto.

“Sulla carta questa strategia avrebbe dovuto frenare la catena di trasmissione del virus, ma sicuramente ci sarebbe voluto un sistema più aggressivo per arginare la pandemia” valuta la ricercatrice. A ciò si aggiunge il fatto che quando la strategia in questione è stata lanciata, l’attività epidemica era in calo poiché in Francia il ritorno a scuola è stato prima su base volontaria – con solo il 20% degli alunni presenti in aula – e molto parziale quello sul posto di lavoro per milioni di francesi. 

Successivamente, da luglio in poi, se da un lato la capacità di testare, tracciare e isolare è aumentata fino a circa il 50% (contro circa il 7% a giugno), dall’altra sono cominciate le ferie e i cittadini stanchi dopo mesi di lockdown hanno cominciato ad osservare con meno rigore le misure preventive, sia nella loro vita quotidiana che nel luogo di vacanza.

"Anche se al momento non siamo ancora in grado di valutare con precisione l’incidenza del turismo sul rimbalzo dei casi, è chiaro che l’aumento dei contatti tra persone che hanno meno rispettato i gesti barriera e lo scambio di popolazioni tra varie regioni per le vacanze nell’Hexagone hanno contribuito all'attuale crescita della circolazione del virus” prosegue la ricercatrice. Per quanto riguarda il profilo dei pazienti ricoverati – per lo più anziani e soggetti con alcune patologie pregresse – è rimasto sostanzialmente invariato rispetto ai mesi scorsi.   

Nell'Esagono è cambiata la distribuzione del virus 

Sulla situazione epidemica attuale Oltralpe, la studiosa evidenzia che, tuttavia, è cambiata la ‘geografia’ del Covid-19. Durante la prima ondata aveva prevalentemente colpito le regioni del Nord-Grande Est, Hauts de France e Ile de France, mentre ora il quadro più critico riguarda altri territori, in particolare Marsiglia e il dipartimento Bouches-du-Rhône, Bordeaux e Costa Azzurra.

“Nelle regioni più colpite il tempo di raddoppio dei ricoveri in ospedale per Covid-19 è ormai inferiore alle due settimane. Siamo di fronte a un aumento consistente e coerente, tuttavia al momento più lento rispetto alla prima ondata, ma in accelerazione in molte regioni a causa del rientro al lavoro e della riapertura delle scuole dopo la pausa estiva” conclude Colizza.   

Finora la strategia attuata dal governo di Jean Castex è quella di lasciare carta bianca alle amministrazioni territoriali, autorizzandole a varare autonomamente provvedimenti restrittivi se necessari – obbligo di mascherina anche all’aperto in molte città francesi, coprifuoco, limitazione degli assembramenti, riduzione dell'orario di apertura delle attività – con l’obiettivo dichiarato di evitare ad ogni costo un nuovo lockdown nazionale.   

Secondo l’ultimo bilancio diffuso dall’Agenzia Santé Publique, nelle ultime 24 ore la Francia ha registrato 10.593 nuovi casi di coronavirus contro 9.784 casi rilevati il giorno prima. Dall'inizio dell'emergenza, si sono registrati 467.421 contagi. I decessi legati al Covid-19 sono stati 50, per un totale di 31.257 vittime dall’inizio della pandemia.