Due giorni in meno per le schede degli Italiani all'estero sul referendum

Due giorni in meno per le schede degli Italiani all'estero sul referendum

Lo stabilisce la legge sulle semplificazioni, che ha anticipato a martedì la scadenza per la consegna dei voti degli iscritti all'Aire

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© Luiz Souza / NurPhoto
  -  La sede del consolato italiano in Brasile

AGI - Si riduce di 48 ore il tempo a disposizione dei consolati per inviare a Roma, all'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero, le schede elettorali degli italiani all'estero che hanno deciso di votare per il referendum.

La legge stabilisce che gli italiani all'estero avrebbero dovuto mandare o consegnare le loro schede al consolato di riferimento entro il 10 settembre scorso. La legge, precedentemente in vigore, dava al consolato il termine delle ore 16, ora locale, del giovedì precedente la data delle elezioni per inviare a sua volta tutte le schede a Roma. La legge semplificazioni, così come approvata dal Parlamento e pubblicata il 14 settembre in Gazzetta Ufficiale, in vigore dal 15,  ha modificato la deadline: gli uffici consolari devono inviare le schede a Roma all'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero entro le 16, ora locale, di martedì, due giorni prima.

Resta invariata la norma successiva: le schede che arriveranno al consolato dopo la scadenza saranno bruciate. Di tali operazioni verrà redatto apposito verbale, che verrà trasmesso al ministero degli Affari esteri. Altra modifica introdotta dalla legge semplificazioni, così come approvata dal Parlamento e pubblicata nella stessa Gazzetta Ufficiale del 14 settembre, in vigore dal giorno dopo, riguarda la spedizione delle schede degli italiani all'estero dai consolati a Roma.     

La norma precedente imponeva l'invio "con una spedizione unica, per via aerea e con valigia diplomatica". La modifica, introdotta dalla legge semplificazioni, dà la possibilità al ministero degli Esteri di disporre che la spedizione "avvenga con valigia diplomatica non accompagnata".

La legge semplificazioni induce a pensare che la Farnesina si attenda uno scarso afflusso di schede da parte degli italiani all'estero. La vecchia norma stabiliva che presso l'ufficio centrale per la circoscrizione Estero a Roma fosse costituito un seggio elettorale per un minimo di duemila ed un massimo di tremila elettori ammessi al voto per corrispondenza, con il compito di provvedere alle operazioni di spoglio e di scrutinio dei voti inviati dagli elettori. La legge semplificazione stabilisce che per lo spoglio del referendum ci sarà un seggio elettorale per un minimo di 8 mila e un massimo di 9 mila elettori ammessi al voto per corrispondenza.

Cambia anche l'onorario in favore dei componenti dei seggi elettorali per gli italiani all'estero, presso l'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero, che aumenta del 50%.