La Germania ha alzato il tono sul caso Navalny, "Mosca chiarisca"

La Germania ha alzato il tono sul caso Navalny, "Mosca chiarisca"

Berlino chiede una risposta "nei prossimi giorni", altrimenti l'Ue studierà una reazione. Londra, "difficile" ipotizzare un'alternativa alla responsabilità russa 

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 Alexei Navalny durante una manifestazione in Russia

AGI - La Germania, l'Unione europea e il Regno Unito hanno alzato il tiro su Mosca riguardo all'avvelenamento dell'oppositore russo, Alexeï Navalny, ancora ricoverato in gravi condizioni a Berlino dopo che si è sentito male su un volo che sorvolava la Siberia il 20 agosto scorso.

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha di fatto lanciato un ultimatum a Mosca: "Se nei prossimi giorni la parte russa non contribuisce a chiarire quello che è successo, dovremo discutere di una risposta con i nostri partner", ha detto in un'intervista al quotidiano tedesco Bild.  In caso di sanzioni, ha aggiunto, dovranno essere "mirate", non escludendo un impatto sul progetto del gasdotto Nord Stream 2, fra Russia e Germania.

La portavoce del ministero russo degli Esteri, Maria Zakharova, ha contrattaccato accusando Berlino di "ritardare il processo dell'inchiesta che la stessa Germania chiede" non trasmettendo il dossier a Mosca. "Deliberatamente?" si è chiesta du Facebook, suggerendo che la Germania stia facendo il "doppio gioco".
 

Anche il capo della diplomazia Ue, in un'intervista, ha parlato del caso Navalny e della risposta europea: "Per andare oltre quello che possiamo fare come Unione europea, e dare una risposta più dura, c’è bisogno dell’accordo di tutti gli Stati. Siamo preoccupati da questi fatti, in Russia e altrove, e lavoriamo per avere una risposta comune europea".

Infine, il ministro britannico, Dominic Raab, ha affermato che è "molto difficile" ipotizzare una pista diversa da quella che vede un coinvolgimento dello Stato russo nell'avvelenamento dell'oppositore Alexei Navalny. "Penso sia molto difficile scovare una spiegazione alternativa plausibile, dati i precedenti della Russia e la difficoltà di custodire, per non dire d'impiegare, una sostanza pericolosa come il Novichok", ha detto il titolare del Foreign Office, intervistato in un talk show domenicale della Bbc. (AGI)