"Mancanza di trasparenza". La Casa Bianca è delusa da Pechino sul coronavirus

"Mancanza di trasparenza". La Casa Bianca è delusa da Pechino sul coronavirus

Il presidente cinese Xi invece manifesta grande ottimismo: "la Cina è in grado di minimizzare l'impatto dell'epidemia sulla propria economia e si sforzerà di cercare di raggiungere i propri obiettivi"

coronavirus xi trump

Coronavirus

Il presidente cinese, Xi Jinping, rassicura sul coronavirus ma gli Stati Uniti esprimono delusione per la "mancata trasparenza". I numeri che arrivano dalla Cina su nuovi contagi e decessi nelle ultime 24 ore tornano a fare paura. Dopo un lieve calo di mercoledì, si è registrato un picco dopo che la provincia epicentro ha rivisto i parametri di diagnosi. Adesso sono più di 59 mila i casi di contagio nell'intero Paese, oltre 50 mila dei quali solo nell'Hubei.

"La Cina sarà in grado di minimizzare l'impatto dell'epidemia di coronavirus sulla propria economia e si sforzerà di cercare di raggiungere i propri obiettivi", ha assicurato il presidente cinese. La Casa Bianca però lamenta la scarsa trasparenza di Pechino sui dati del virus."Siamo un po' delusi dal fatto di non essere stati invitati e siamo un po' delusi dalla mancanza di trasparenza da parte dei cinesi", ha dichiarato ai giornalisti Larry Kudlow, direttore del Consiglio economico del presidente Donald Trump.

Trump la scorsa settimana aveva elogiato il suo omologo cinese per la risposta del suo governo alla crisi ma Kudlow ha affermato che le domande senza risposta sono in aumento e che non vi è alcun segno della cooperazione promessa. "Il presidente Xi ha assicurato al presidente Trump che la Cina era presente e che ci sarebbe stata apertura, avrebbero accettato il nostro aiuto".

La Cina ha riferito che, nelle ultime 24 ore, ci sono stati 15 mila nuovi casi nella sola provincia epicentro dell'epidemia. Le autorità hanno anche registrato 254 nuove vittime in Cina, oltre il doppio dei morti nelle 24 ore precedenti. In totale, nel Paese, si registrano 1367 morti e 59.804 contagi da Covid-19.

All'estero si è registrato invece il secondo decesso, in Giappone. Poche ore dopo l'annuncio, sono arrivate le purghe ai vertici del Pcc nell'Hubei: a capo del partito provinciale va Ying Yong, fedelissimo del presidente Xi Jinping, ex sindaco di Shanghai. Dopo mesi di proteste anti-governative, Pechino - che evidentemente vuole rafforzare la presa - ha dato il via a un 'rimpasto' anche ai vertici dell'Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao.

Finora il contagio veniva confermato solo dopo i risultati positivi dei test sull'acido nucleico, che impiegavano anche due-tre giorni per essere disponibili. Ma i kit per i test con i tamponi nella provincia cinese epicentro dell'epidemia cominciavano a scarseggiare negli ultimi giorni.

Soprattutto, nel corso di queste settimane di crisi, i sanitari avevano rilevato anche casi di 'falsi negativi', ovvero persone che erano comunque state contagiate ma i cui test risultavano negativi. Questo ha messo in allarme le autorità cinesi che, nelle ultime ore, hanno deciso, nella provincia epicentro del focolaio, di includere tra i casi di contagio anche le diagnosi cliniche da polmonite e quelle fatte sulla base delle immagini da tomografica computerizzata (la cosiddetta CT scan).

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che "non vi è stato alcun cambiamento nella diffusione dell'epidemia" e ha espresso preoccupazione per il futuro dell'Africa. Peggiora invece la situazione sulla nave da crociera Diamond Princess, ancorata nella baia di Yokohama e in quarantena dal 3 febbraio per la diffusione a bordo dell'epidemia di Covid-19. Ci sono 44 nuovi casi di contagio (43 passeggeri e un membro dell'equipaggio) sulla nave, risultati dalle analisi recentemente condotte su 221 persone. In totale sale così a 218 il numero di casi accertati a bordo.