La questione dei missili anti-carro francesi in dotazione all'esercito di Haftar

Dopo la rivelazione del New York Times, la Francia ammette che i missili appartenevano alle sue forze. Salvini attacca: "Fatto gravissimo"

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LaShic Patterson / US ARMY / AFP
I missili anti-carro Javelin, un esercitazione dell'esercito Usa

Parigi ha ammesso che i quattro missili anti-carro Javelin trovati in Libia in una base usata dagli uomini del generale libico Khalifa Haftar, a Gharian, appartenevano alle sue forze: erano in un campo dei miliziani dell'uomo forte della Cirenaica vicino alla prima linea degli scontri che in Libia, da aprile ad oggi, hanno causato oltre 1000 vittime, di cui oltre 100 civili. Durissimo il commento del vicepremier, Matteo Salvini: "Se fosse vero, sarebbe un fatto gravissimo e chiederemo spiegazioni".

Di certo questa ammissione rafforza i timori che il sostegno straniero alle fazioni armate amplifica la portata di un conflitto che innesca ondate di profughi verso l'Italia.

Senza averlo mai riconosciuto ufficialmente, Parigi è stata per mesi tra i principali sponsor dell'uomo forte della Cirenaica, che da aprile ha sferrato un'offensiva per scalzare il governo del premier Fayez al-Serraj. La Francia assicura di volere il dialogo e che cessino le violenze sul terreno e si giustifica negando di aver fornito lei i missili ai combattenti e precisando che si trattava di armi fuori uso che dovevano essere distrutte e che non e' chiaro come siano finite nelle mani delle milizie.


Il ministero della Difesa ha spiegato che i missili Javelin erano stati forniti per autodifesa alle forze francesi "schierate a scopi di intelligence antiterrorismo" in Libia; i missili "danneggiati e fuori uso" erano stati "temporaneamente immagazzinati in un deposito per la distruzione". "E non sono stati trasferiti alle forze locali", i ribelli filo-Haftar: queste armi erano "di proprietà delle nostre forze per la loro stessa sicurezza" e "non è mai stata in questione" l'idea di "vendere, cedere, prestare o trasferire queste munizioni a chiunque in Libia", ha assicurato Parigi.

L'ammissione è però decisamente un motivo di imbarazzo per la Francia che ha sempre negato di assistere le forze di Haftar sulle terreno. E' stato il New York Times, sulla base di informazioni del Dipartimento di Stato Usa, a rivelare che i missili - che costano 170 mila dollari l'uno e generalmente sono venduti agli alleati degli Stati Uniti - erano stati recuperati il mese scorso dalle forze del governo libico dopo una retata in un accampamento ribelle, una volta riconquistata la strategica città di Gharian.

Nel 2010 in effetti la Francia acquistò 260 missili Javelin dagli Stati Uniti. Ma un trasferimento di questo tipo di armi ad Haftar violerebbe gli accordi con gli Usa e lo stesso embargo sugli armamenti dell'Onu. Resta poi da capire perché i missili siano stati trovati nella Libia occidentale visto che gli 007 e le forze speciali francesi sono di stanza nell'est del Paese, molto lontano da Tripoli, dove attualmente si concentrano gli scontri. "Dobbiamo lavorare tutti insieme per pacificare la Libia", ha tuonato Salvini, "non per armare gruppi che poi attaccano obiettivi civili". 



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