Migranti: Croazia al collasso, "non possiamo riceverne piu'"

(AGI) - Zagabria, 17 set. - Migliaia di migranti continuano avarcare il confine tra Serbia e Croazia, per raggiungerel'Europa, dopo la chiusura della frontiera ungherese e la durarepressione della polizia di Budapest. Di fronte a un'emergenzasenza precedenti, il premier croato, Zoran Milanovic, haannunciato che le capacita' del Paese di accettare e registrarei migranti sono "limitate" e che la Croazia non e' in grado diaccogliere altri migranti, oltre ai 6.500 gia' arrivati inappena 24 ore. Il Paese assicura corridoio per trasportare imigranti dalla citta' di confine di Tovarnik fino ai centri di

(AGI) - Zagabria, 17 set. - Migliaia di migranti continuano avarcare il confine tra Serbia e Croazia, per raggiungerel'Europa, dopo la chiusura della frontiera ungherese e la durarepressione della polizia di Budapest. Di fronte a un'emergenzasenza precedenti, il premier croato, Zoran Milanovic, haannunciato che le capacita' del Paese di accettare e registrarei migranti sono "limitate" e che la Croazia non e' in grado diaccogliere altri migranti, oltre ai 6.500 gia' arrivati inappena 24 ore. Il Paese assicura corridoio per trasportare imigranti dalla citta' di confine di Tovarnik fino ai centri diaccoglienza vicino Zagabria. "Chi non fara' richiesta di asilosara' considerato illegale" ha spiegato Ostojic. La Croaziaprevede che nelle prossime due settimane arriveranno piu' di20mila migranti. La meta finale per i migranti e' la Germania,Paese in cui ieri ne sono arrivati 9.100, a fronte dei 6mila dimartedi' e nonostante il ripristino dei controlli ai confini."Quasi tutti provengono dall'Austria, circa 2mila sono arrivatiin treno e molti altri dei 7.100 a piedi", ha riferito lapolizia. Controlli che, oltre da Germania e Austria, sono statiripristinati anche in Slovenia. L'Ue ha smentito l'intenzionetrapelata nelle scorse ore di ritirare la proposta su unaripartizione "obbligatoria e urgente" di 120mila rifugiati, cheintanto e' stata approvata a larga maggioranza dal ParlamentoUe. L'Ungheria, all'indomani della repressione al confine, sie' detta disposta a sostenere il sistema di ricollocamento perquote dei migranti se sara' creata una forza Ue che protegga lefrontiere, alla quale contribuirebbe in modo significativo conpoliziotti, soldati e soldi", ha assicurato il ministro degliEsteri, Peter Szijjarto, proponendo inoltre che l'Ue finanzi icampi profughi in Turchia, Giordania, Libano e Iraq ecostruisca altri campi in questi Paesi, se necessario. Maall'apertura, seppur con condizioni, del ministro e' seguitaun'altra dura posizione del premier Viktor Orban: parlare diquote e' un "vero e proprio invito" ai migranti a venire inEuropa, ha affermato, ribadendo inoltre la sua intenzione diblindare anche le frontiere con la Romania. Budapest ha inoltrerespinto le critiche per l'uso di idranti e lacrimogeni alconfine serbo. Szjjarto le ha definite "bizzarre e scioccanti".Il governo bulgaro sta schierando 1.000 soldati al confine conla Turchia, mentre due Paesi contrari alle quote Ue hannoaperto alla possibilita' di accogliere i rifugiati: laDanimarca e' disposta a dare asilo a mille persone, ma su basevolontaria, ossia al di fuori dei 120.000 migranti daricollocare in Europa; la Repubblica Ceca, per far fronte alleforti esigenze di manodopera nel Paese, potrebbe accoglierne15.000, ossia 5.000 operai e 10.000 loro familiari. Una cifraben superiore ai 2.978 previsti dal piano Ue, che al momentoPraga rifiuta. (AGI).