Maschio o femmina? Con la X transgender l’Islanda riconosce un terzo genere

I neo-genitori potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe senza specificarne le caratteristiche sessuali, optando per una semplice lettere, la “X” transgender, che offre una futura libertà di scelta ai cittadini di domani

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HALLDOR KOLBEINS / AFP
Il Parlamento islandese

Né maschio, né femmina. In Islanda i neo-genitori potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe senza specificarne le caratteristiche sessuali, optando per una semplice lettere, la “X” transgender, che offre una futura libertà di scelta ai cittadini di domani. Gli adulti potranno invece procedere al cambiamento di identità sessuale senza lungaggine burocratiche e mediche. Lo stabilisce una nuova legge storica sull’identità di genere approvata all’unanimità dal Parlamento di Reykjavik che amplia i diritti di transgender e Lgbt, riconoscendo ufficialmente le persone del genere non binario, o ‘gender fluid’.

La procedura per i neonati “X” all’anagrafe

'L’Atto per l’autonomia del genere' varato dal Parlamento islandese stabilisce che sin dalla nascita i genitori possono optare per la “X”, lasciando piena libertà ai propri figli di decidere da adulti quale sarà la loro identità sessuale. Sul piano pratico appositi team di medici saranno chiamati a certificare la situazione giuridica di quei neonati venuti al mondo “senza specifiche caratteristiche sessuali”, così da “assicurare il diritto individuale all’immunità fisica” riconosciuta dalla nuova legge. Nel caso in cui minori di 18 anni già registrati come maschio o femmina volessero cambiare il proprio genere all’anagrafe, dovranno comunque chiedere il parere dei genitori, altrimenti per procedere liberamente dovranno aspettare di essere maggiorenni. 

Gli adulti che cambiano sesso all’anagrafe

I cittadini islandesi maggiorenni avranno la possibilità di registrare il proprio sesso “in accordo con le loro esperienze di vita” recita il testo legislativo, quindi senza dover sottoporsi ad accertamenti e diagnosi mediche invasive e lunghe per confermare un cambiamento di genere, come invece avveniva finora. Pertanto sarà molto più facile, quasi immediato, vedere la variazione di sesso legalmente riconosciuta così come l’acceso all’assistenza sanitaria trans-specifica. Inoltre un uomo potrà avere un nome femminile e una donna viceversa senza avere più bisogno del permesso del Comitato nazionale degli appellativi.

“Nessuno meglio del singolo individuo” ha il diritto di prendere una simile decisione: è questo il principio-base della nuova legge proposta dalla premier Katrin Jakobsdóttir.

Plauso per legge tra le più avanzate al mondo

“L’Islanda ha approvato una delle leggi più progressisti per i diritti dei transessuali e intersessuali e lo ha fatto senza alcun conflitto pubblico” ha commentato al quotidiano britannico ‘The Guardian’ l’attivista Own Fisher a capo di ‘Trans Iceland’, che ha collaborato alla stesura della legge. “Questo provvedimento ha tutto il potenziale per far dell’Islanda il paese leader mondiale dei diritti Lgbti” ha sottolineato Fisher, facendo un confronto con le riforme in esame in Gran Bretagna – il Gender Recognition Act (Gra) – rallentate da un dibattito socio-politico molto acceso, per non dire ostile.

Carenza della legislazione e preoccupazione per giovani gay

Seppur presentata come molto avanzata, la legislazione appena approvata non risolve la sorte dei bambini intersessuali, ovvero che nascono con tratti e organi di entrambi i sessi. Diversamente da quanto inizialmente previsto dal disegno di legge, alla fine il testo non ha introdotto alcuna protezione specifica per questi bambini: una rinuncia criticata da alcuni attivisti islandesi che parlano di “vittoria a metà”. La protezione intersessuale avrebbe dovuto vietare la pratica di interventi chirurgici non necessari su quei ragazzi. Un compito affidato a un nuovo comitato speciale che entro 12 mesi dovrà stilare una legge specifica per bambini e adulti intersessuali.

“Per migliorare i diritti umani di tutti sono necessari coraggio e volontà politica” ha dichiarato la premier Jakobsdóttir. Pur essendo al primo posto nella classifica internazionale 2018  dell’Uguaglianza di genere, stilata dal Forum economico mondiale, paradossalmente fra i giovani gay islandesi il rischio di tentato suicidio è 17 volte più alto che fra tutti i loro coetanei. Un dato sconfortante diffuso dal 'Giornale scandinavo della sanità pubblica' che getta ombra sull’iter politico, sociale e culturale teso a cambiare il quotidiano degli islandesi.



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