Macron e Benalla si sentono ancora?

L'ex guardia del corpo, licenziata per aver picchiato un manifestante, sostiene di scambiare ancora "messaggi su molti temi diversi" con il presidente francese, che smentisce. Benalla è inoltre accusato di aver conservato i passaporti diplomatici e di utilizzarli per viaggi d'affari in Africa, cosa impossibile da nascondere al governo

macron benalla
 Ludovic Marin / AFP
Macron - Benalla

Il caso Alexandre Benalla continua a pesare su Macron. L'ex guardia del corpo del presidente francese è tornato alla ribalta lo scorso 31 gennaio. In un'intervista a Mediapart, Benalla aveva rivelato di aver continuato a sentire Macron via Telegram anche dopo l'estate scorsa, quando fu licenziato per aver indossato illegalmente distintivi della polizia e aver malmenato un manifestante. "Ci scambiamo messaggi su molti temi diversi, spesso del tipo 'come la vedi questa cosa'. Può essere sui gilet gialli, il pensiero su qualcuno o temi di sicurezza", aveva spiegato. Parole che rischiano inoltre di riaccendere le voci secondo le quali Benalla avesse addirittura una relazione con Macron, che smentì in modo esplicito tale diceria. 

Il caso dei passaporti diplomatici

Macron aveva assicurato di non avere più contatti con la sua ex guardia del corpo dopo il licenziamento e le nuove rivelazioni hanno creato nuovi imbarazzi all'Eliseo. A tenere banco, in particolare, è l'indagine della procura di Parigi sulla mancata restituzione, e il possibile recente utilizzo, dei passaporti diplomatici da parte dell'ex bodyguard per un recente viaggio in Africa. A rivolgersi al procuratore di Parigi, Rémy Heitz, che indaga per "violazione della fiducia", è stato il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, dopo la diffusione delle notizie di un viaggio di Benalla in Ciad. 

Lo stesso ministero degli Esteri aveva nondimeno assicurato che "il signor Benalla non ha beneficiato di alcuna particolare indulgenza" e  che"diversi passi" sono stati presi dal dicastero per ottenere la restituzione dei passaporti diplomatici dell'ex collaboratore del presidente Macron. Ciò significa che Benalla non ha mai restituito quei documenti? Durante la sua audizione formale, lo scorso settembre, Benalla aveva dichiarato di averli lasciati nel suo ex ufficio all'Eliseo ma pochi giorni fa la stampa aveva raccontato di suoi recenti viaggi d'affari in Africa, ancora in possesso di passaporti diplomatici. Rivelazioni che avevano spinto la Commissione Leggi del Senato a chiedere spiegazioni formali all'Eliseo. Quando si viaggia all'estero con un passaporto diplomatico, l'ambasciata francese non può infatti non esserne a conoscenza.

"Due messaggi, punto e basta"

Benalla, da parte sua, nell'intervista a Mediapart ha cambiato versione, affermando di non aver fatto niente di illegale dal momento che "se non volevano che li usassi, avrebbero potuto disattivarli". Quanto al legame con Macron, l'ex guardia del corpo afferma che è stato ormai "tagliato", pur dopo "scambi regolari" con il presidente, anche in tempi recenti. 

È arrivato oggi, a tale proposito, il chiarimento di Macron, che ha ammesso di aver scambiato solo due messaggi con il suo ex collaboratore, e "in modo laconico". "Due messaggi, punto e basta" ha chiarito il presidente francese. Tuttavia il capo dello Stato ha riconosciuto di aver ricevuto "una moltitudine di messaggi, spesso stravaganti" a firma di Benalla, al quale ha scritto, ha assicurato ancora, "solo due volte". La prima è stata a luglio, quando "preoccupato per il suo stato, gli ho chiesto come stava", e la seconda quando, all'affermazione del suo ex collaboratore che diceva che "qualcuno parla male di te a cene in città", Macron ha chiesto chi fosse, senza mai ricevere risposta da Benalla. Il caso sembra quindi destinato a perseguitare Macron ancora a lungo.

 



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