M. O.: Caritas, a Gaza prevalga il coraggio della pace

(AGI) - CdV, 19 lug. - Nonostante l'accorato appello di PapaFrancesco "la speranza di una tregua a Gaza e' crollata e,oltre ai morti in Siria, dove il conflitto continua tuttora, aisoprusi e alle violenze nel nord dell'Iraq, dove si arrivaperfino all'obbligo della conversione per i cristiani, cresceulteriormente la tensione in Medio Oriente". Lo afferma laCaritas che si unisce alla preghiera del Pontefice per la TerraSanta e rinnova la richiesta di fermare le ostilita'. E aiutareanche nel "violento linguaggio della strada". "Fino a quandodurera' questa follia, senza che si riesca a fermare

(AGI) - CdV, 19 lug. - Nonostante l'accorato appello di PapaFrancesco "la speranza di una tregua a Gaza e' crollata e,oltre ai morti in Siria, dove il conflitto continua tuttora, aisoprusi e alle violenze nel nord dell'Iraq, dove si arrivaperfino all'obbligo della conversione per i cristiani, cresceulteriormente la tensione in Medio Oriente". Lo afferma laCaritas che si unisce alla preghiera del Pontefice per la TerraSanta e rinnova la richiesta di fermare le ostilita'. E aiutareanche nel "violento linguaggio della strada". "Fino a quandodurera' questa follia, senza che si riesca a fermare il fragoredelle armi?", si chiede don Francesco Soddu, direttore diCaritas italiana che esorta a far prevalere il coraggio dellapace. "Gaza era gia' in una situazione drammatica, costretta avivere assediata da 12 anni, e con tre conflitti che si sonosusseguiti negli ultimi otto anni, un'altra guerra non potra'che peggiorare le condizioni di vita e aumentare lesofferenze", afferma Caritas Gerusalemme. Gaza e' una strisciadi 360 chilometri quadrati dove si ammassano 1,7 milioni dipersone, con una disoccupazione del 50%. Un dramma, dice laCaritas, che interpella l'impotenza della Comunita'internazionale, oltre alle indubbie responsabilita' locali dientrambi i fronti. Ma non ci sono solo la violenza delle armi e le vittimeinnocenti, c'e' anche il "violento linguaggio della strada",dichiara la Commissione Giustizia e Pace dei vescovi dellaTerra Santa. Sia in Israele che in Palestina, anche prima deiperiodici scoppi di violenza, il linguaggio della strada e' ilterreno di cultura dell'odio, di chi vive e cresce da decenniocon la convinzione di accampare diritti esclusivi sulla terra,o di chi ha perso ogni speranza di soluzione di conflitto conil negoziato. Non bisogna dunque, continua la Caritas, solo affrontarecon decisione e cercare di rimuovere le cause della guerra, maoccorrera' poi un lungo lavoro di educazione alla pace, insiemeai tanti palestinesi e israeliani che credono alla prospettivadi una convivenza pacifica. Caritas Gerusalemme e' presente aGaza e assiste - con i mezzi che le sono rimasti a disposizionee con le limitazioni dovute al crescere delle operazonimilitari - malati e feriti, gente che fugge senza una meta,bambini impauriti e rimasti orfani, mentre si soffre la sete eil caldo dell'estate, con mancanza di acqua potabile efrequenti interruzioni dell'elettricita'. Senza considerare checi saranno altri profughi, oltre ai milioni di siriani e diiracheni gia' presenti nella regione. (AGI) .