Il M5s è alla ricerca di alleati a Strasburgo e sul tavolo c'è ancora l'ipotesi Farage

È quanto trapela da fonti del Movimento a Bruxelles, mentre i pentastellati continuano la difficile ricerca di una 'famiglia' politica in Europa

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Un accordo tra il M5S e il Brexit Party di Nigel Farage per la formazione di un gruppo parlamentare a Strasburgo continua a restare sul tavolo, anche se un'intesa ancora non risulta. È quanto trapela da fonti del Movimento a Bruxelles, mentre i pentastellati continuano la difficile ricerca di una 'famiglia' politica in Europa.

L'ipotesi di tenere in vita l'Efdd, (il gruppo di Farage e dei Cinque Stelle nella legislatura che sta per concludersi) è sul tavolo da diverse settimane, dopo che lo stesso politico britannico ha ufficializzato il suo 'no' all'ingresso dei 29 parlamentari del Brexit Party nel gruppo della destra sovranista di Matteo Salvini e Marine Le Pen.

Ad oggi il M5S può contare su un solo alleato, il parlamentare croato di Zivi Zid, e continua a non trovare sponde all'Eurocamera dopo il doppio 'no' di Verdi e Conservatori arrivato nei giorni scorsi: se non riusciranno a siglare un patto per formare un gruppo di almeno 25 deputati di 7 diverse nazionalità, i 14 parlamentari pentastellati rischiano di finire nel Purgatorio dei 'non iscritti', senza finanziamenti e senza rilevanza politica.

È probabile quindi che alla fine il Brexit Party e il M5S decidano di rinnovare la promessa di matrimonio che li ha tenuti legati fino a oggi. Lo stesso Farage, a tre giorni dal voto delle Europee, dopo avere incontrato l'esponente del M5S a Fabio Massimo Castaldo, alla domanda se avesse intensione di restare nell'Efdd aveva risposto: "Sono un leaver, ma in questo caso sono un remainer". Farage aveva definito "amichevole e buono" il colloquio con Castaldo.

I pentastellati europei ufficialmente non commentano, ma un gruppo con Farage, benché visto di buon occhio a Roma, potrebbe non essere troppo gradito ai deputati europei del M5S a causa dei nuovi rapporti di forza che si verrebbero a creare: i parlamentari britannici infatti (almeno per il periodo che resteranno in Parlamento, ovvero sulla carta fino al 31 ottobre) sarebbero il doppio dei grillini, pesando decisamente di piu' sugli equilibri politici futuri.



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