La libertà di Lula in Brasile divide la politica italiana

Plauso da parte di Zingaretti e Gentiloni, critiche dalla Lega

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HENRY MILLEO / AFP
Lula

La scarcerazione dell'ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, divide la politica non solo brasiliana ma anche quella italiana. Mentre la sinistra globale lo celebra, l'attuale capo di Stato brasiliano lo definisce "una canaglia, libero per il momento ma colpevole". In Italia, invece, alcuni esponenti del Pd, tra cui il segretario nazionale, Nicola Zingaretti, e l'ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, hanno accolto con entusiasmo la sua liberazione, definendolo "un grande presidente".

Commenti che la Lega ha giudicato "a dir poco sconvolgenti". Lula ha lasciato il carcere ieri notte dopo 19 mesi di detenzione. "Sono intenzionato a viaggiare per l'America Latina e a combattere il lato marcio della giustizia, della polizia federale, della procura e della stampa brasiliana". Ha ribadito all'indomani del suo rilascio dal carcere. "Essendo libero, non vedo l'ora di tornare", ha dichiarato in un videomessaggio indirizzato ai partecipanti all'incontro a Buenos Aires del 'Gruppo di Puebla' tra i leader progressisti d'America latina. "Ho come obiettivo l'idea di costruire una integrazione latinoamericana molto forte", ha aggiunto, "continuo ancora con il sogno di costruire la nostra grande America Latina". 

Non ha nascosto invece la sua irritazione il presidente Jair Bolsonaro che si è sfogato su Twitter. Ai suoi sostenitori ha chiesto di "non dare munizioni alla canaglia momentaneamente libero ma colpevole. Amanti della libertà e del bene, siamo la maggioranza. Non possiamo sbagliare", ha aggiunto convinto della corruzione del leader della sinistra brasiliana.

Scontro anche in Italia 

"Lula torna in libertà. Un grande presidente che ha combattuto contro la povertà e per il riscatto del popolo brasiliano". Aveva scritto su Twitter il Commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, subito dopo l'annuncio della scarcerazione. "Bella notizia Lula libero! Un grande presidente, simbolo di un Brasile più giusto e più forte". Ha confermato sempre su Twitter il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti.

 "Lula è finalmente libero. Dopo una lunga battaglia dei democratici brasiliani sostenuta dalla solidarietà internazionale, la Corte Suprema Brasiliana ha ritenuto illegittima la detenzione di un uomo non ancora condannato in via definitiva. Questa detenzione illegittima ha escluso Lula dalla lotta politica e da una contesa presidenziale che probabilmente avrebbe vinto. Rimane ora aperta la battaglia sul piano legale perché in appello venga cancellata la sentenza con la quale egli e' stato condannato senza alcuna prova e a conclusione di un processo farsa che ha suscitato lo sdegno dei giuristi di tutto il mondo". Ha dichiarato Massimo D'Alema.

"È a dir poco sconvolgente che esponenti di spicco del Pd come l'ex premier e oggi commissario europeo Gentiloni, il segretario Zingaretti fino a D'Alema dichiarino pubblicamente la propria soddisfazione per la scarcerazione di Lula in Brasile, un estremista che esce di galera, grazie a una reinterpretazione della norma sui condannati", ha commentato il senatore della Lega e segretario della commissione Affari esteri in Senato, Manuel Vescovi.

"Ci vengano a spiegare cosa ci sia da festeggiare per l'uscita dal carcere di un ex presidente condannato in appello per corruzione contro il proprio Paese. I brasiliani hanno eletto, democraticamente, il premier Bolsonaro: inneggiare alla vittoria per l'uscita di galera di un condannato per corruzione suona a dir poco stonato per chi, come il Pd, pretende ogni giorno, di dare lezioni di morale", ha aggiunto.  



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