Libia, scontri a Tripoli dopo l'arrivo di Serraj

Milizie armate e blindati bloccano la capitale - Le autorità locali intimano al premier di andarsene - Lo sbarco via mare da Tunisi, l'Italia "non li abbiamo scortati"

Libia, scontri a Tripoli dopo l'arrivo di Serraj
fayez al-sarraj (Afp) 

Roma - Si fa in salita la strada per il nuovo governo libico di Al Serraj, giunto oggi via mare a Tripoli. Khalifa Gweil, capo dell'esecutivo di Tripoli (non riconosciuto dalla comunita' internazionale), gli ha intimato con un messaggio tv di lasciare la capitale o di consegnarsi alle autorita' locali. Il Governo di Tripoli ha proclamato lo stato di emergenza e uomini armati e blindati stanno presidiando le principali arterie viarie della citta'. Alcuni residenti riferiscono di avere sentito degli spari. 

Più tardi un commando armato ha preso il controllo della tv Al Nabaa, emittente vicina alle autorità di Tripoli. Le trasmissioni sono state interrotte e il personale evacuato. La notizia e' stata confermata dai giornalisti dell'emittente televisiva, ai quali gli uomini armati hanno detto che "nei locali della tv non avevano piu' niente da fare"

Al Serraj si dichiara "determinato" ad assumere il controllo della capitale e intende varare "a breve misure urgenti per migliorare la condizione del Paese e accelerare la riconciliazione nazionale". Il premier e i suoi sono arrivati a Tripoli via mare, sbarcando nella base militare navale Abu Seta, che si trova poco fuori la citta'. "Lavorero' per unire i libici e ridurre le sofferenze del popolo sia sotto il profilo della sicurezza che economico", ha annunciato parlando ai giornalisti, "e' giunto il momento di lavorare come libici per la Libia, voltando pagina rispetto a ieri e guardando al futuro con uno spirito di tolleranza e di fiducia in Allah, perche' la vendetta e l'odio non costruiscono niente". 

"Ci auguriamo che il governo possa lavorare nell'interesse dei libici e del popolo libico", e' stato il commento del premier, Matteo Renzi. E mentre notizie di stampa rilanciano le ipotesi di un impegno diretto del nostro paese in Libia, fonti dello Stato maggiore del ministero della Difesa italiano hanno smentito categoricamente le indiscrezioni apparse sui social network secondo cui navi della Marina militare italiana avrebbero favorito l'arrivo via mare a Tripoli dei membri del Consiglio di presidenza libico. Il colonnello Abdel Rahman al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza del governo di riconciliazione nazionale della Libia, ha assicurato che "nessuna forza straniera ha partecipato all'operazione condotta oggi di rientro a Tripoli dei membri dell'esecutivo".

Intervistato dall'emittente televisiva libica "al Libya", l'ufficiale ha spiegato che "al momento la sede del nuovo governo sara' la base navale di Tripoli, in attesa di trovare un'altra soluzione. Le forze della Marina libica sono riuscite a condurre a termine questa operazione con successo e ora ci coordiniamo con le altre milizie che ci sostengono per organizzare un apparato di difesa". Il colonnello ha aggiunto di "aver tentato di far arrivare i membri del governo via aerea piu' volte, ma abbiamo trovato una serie di ostacoli posti da Khalifa Ghweil e da Nuri Abu Sahimin".

Con al Serraj sono arrivati a Tripoli gli altri membri deConsiglio di presidenza: Ahmed Maitiq, Musa al Kuni, Abdel Salam Kajman, Fathi al Majbari, Mohammed al Amari e Ahmed Hamza. Il gruppo guidato da al Sarraj e' stato accolto al porto di Tripoli dal ministro dell'Interno del governo. I membri dell'esecutivo - tranne i due membri che da tempo si sono autosospesi, ovvero i rappresentanti di Brega, Ali al Qatarani e Omar al Aswad - erano partiti da Tunisi a bordo di alcune imbarcazioni. Secondo fonti locali, l'arrivo via mare sarebbe stato deciso dopo un fallito tentativo di raggiungere la citta' via aerea tramite l'aeroporto di Mitiga all'alba di oggi, quando sono stati sentite diverse esplosioni nella zona provenienti dai colpi di artiglieria anti-aerea sparati dalle milizie legate al governo non riconosciuto di Khalifa Ghweil.

"E' un altro passo avanti per la stabilizzazione della Libia. Sulla base della determinazione del premier Serraj e del Consiglio Presidenziale sono ora possibili nuovi progressi per il popolo libico. L'Italia e' stata sempre in prima linea con numerose iniziative diplomatiche per l'obiettivo della stabilizzazione della Libia", ha detto il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni. "Auspico che il popolo libico garantisca al Consiglio di Presidenza e al Governo di Concordia Nazionale il pieno supporto e la massima cooperazione e che le istituzioni politiche e finanziarie collaborino per consentire l'immediato e pacifico trasferimento dei poteri", ha concluso.

L'arrivo a Tripoli del premier libico Fayez al Serraj e' "un'opportunita' unica" per la riconciliazione del Paese dilaniato dalle violenze", ha affermato il responsabile della Politica estera dell'Ue, Federica Mogherini, sottolineando che "l'arrivo del Consiglio di presidenza nella capitale rappresenta un'opportunita' unica per i libici di tutte le fazioni per riunirsi e riconciliarsi".

Per l'inviato delle Nazioni Unite per la Libia, Martin Kobler, l'arrivo, seppur fortunoso, del premier libico Fayez al Serraj a Tripoli rappresenta "un passo imporante nella transizione democratica e sulla strada verso la pace, la sicurezza e la prosperita'". (AGI)