Le suore trucidate in Yemen "insieme viviamo e moriamo"

Pubblicata una lettera delle quattro religiose dell'ordine di Madre Teresa di Calcutta

Le suore trucidate in Yemen "insieme viviamo e moriamo"
 Missionarie della carità suore trucidate uccise Aden Yemen - fb

Roma - "Insieme viviamo, insieme moriamo con Gesu', Maria e la nostra Madre": cosi' scrivevano le 4 suore Missionarie della Carita' - la congregazione fondata da Madre Teresa di Calcutta - trucidate nello Yemen da un commando di fanatici islamisti, nell'ultima lettera inviata a giugno 2015 alle consorelle di Roma. Il contenuto della lettera e' stato rivelato da suor Serena, in un'intervista di Pina Cataldo per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000. "Per quell'amore e cuore di madre che avevano - ha spiegato suor Serena - non potevano abbandonare i loro ospiti che amavano e nei quali si identificavano. Volevano condividere le loro gioie e sofferenze e rimanere con loro fino alla fine".

"Abbiamo ritrovato in questi giorni - ha proseguito suor Serena - una loro lettera e rileggendola abbiamo compreso ora un significato molto piu' profondo e diverso alla luce di questi ultimi fatti. Le suore ci hanno scritto cosi': 'Ogni volta che i bombardamenti si fanno pesanti noi ci inginocchiamo davanti al Santissimo esposto, implorando Gesu' misericordioso di proteggere noi e i nostri poveri e di concedere pace a questa nazione. Non ci stanchiamo di bussare al cuore di Dio confidando che ci sara' una fine a tutto questo. Mentre la guerra continua ci troviamo a calcolare quanto cibo potra' essere sufficiente. I bombardamenti continuano, le sparatorie sono da ogni parte e abbiamo farina solo per oggi. Come faremo a sfamare domani i nostri poveri? Con fiducia amorevole e abbandono totale, noi cinque corriamo verso la nostra casa d'accoglienza, anche quando il bombardamento e' pesante. Ci rifugiamo a volte sotto gli alberi pensando che questa e' la mano di Dio che ci protegge. E poi corriamo di nuovo velocemente per raggiungere i nostri poveri che ci attendono sereni. Sono molto anziani, alcuni non vedenti, altri con disabilita' fisiche o mentali. Subito iniziamo il nostro lavoro pulendo, lavando, cucinando utilizzando gli ultimi sacchi di farina e le ultime bottiglie d'olio proprio come la storia del Profeta Elia e della vedova. Dio non puo' mai essere da meno in generosita' fino a quando rimaniamo con lui e i suoi poveri. Quando i bombardamenti sono pesanti ci nascondiamo sotto le scale, tutte e cinque sempre unite. Insieme viviamo, insieme moriamo con Gesu', Maria e la nostra Madre'". (AGI)