Kamikaze Isis in Libia, a Sirte imposto il coprifuoco

(AGI) - Roma, 20 feb. - Non si placano le violenze jihadiste inLibia. Tre kamikaze dell'Isis si sono fatti esplodere a bordodelle loro auto facendo strage ad al Qubah, a 35 chilometridalla roccaforte del Califfato a Derna, nell'est del Paese. Ilbilancio e' di 40 morti e 70 feriti, in gran parte persone cheerano in fila in macchina per fare rifornimento a una stazionedi servizio, nei pressi di una sede delle forze di sicurezza.Al Qubah si trova a meta' strada tra Derna, roccafortedell'Isis nell'est della Libia, e Beida, dove ha sede ilgoverno

(AGI) - Roma, 20 feb. - Non si placano le violenze jihadiste inLibia. Tre kamikaze dell'Isis si sono fatti esplodere a bordodelle loro auto facendo strage ad al Qubah, a 35 chilometridalla roccaforte del Califfato a Derna, nell'est del Paese. Ilbilancio e' di 40 morti e 70 feriti, in gran parte persone cheerano in fila in macchina per fare rifornimento a una stazionedi servizio, nei pressi di una sede delle forze di sicurezza.Al Qubah si trova a meta' strada tra Derna, roccafortedell'Isis nell'est della Libia, e Beida, dove ha sede ilgoverno di Abdullah al Thani, espressione della Camera deirappresentanti di Tobruk. Intanto l'Isis avrebbe assunto ormai il pieno controllo diSirte, la citta' natale di Muammar Gheddafi dove ha imposto ilcoprifuoco dopo la preghiera dell'Ishaa, prevista alle 20 oralocale. Il gruppo jihadista avrebbe occupato l'universita' etutti gli edifici pubblici. Mercoledi' la cellula locale delgruppo di Abu Bakr al Baghdadi aveva pubblicato un videorelativo a una parata dei miliziani a Sirte. Sul fronte diplomatico, gli islamisti che controllanoTripoli e la regione occidentale libica hanno escluso dipartecipare a nuovi negoziati mediati dall'Onu. Il premier delgoverno non riconosciuto dalla comunita' internazionale, Omaral Hasi, ritiene che "non si possa piu' proseguire con ildialogo nazionale sponsorizzato dall'Onu (a opera dell'inviatospeciale Bernardino Leon)", dopo i recenti raid aerei egizianisulla Libia, seppure diretti contro l'Isis. Si trattadell'ultimo episodio della guerra per procura che vede ilcosiddetto governo ombra di Tripoli, sostenuto da Qatar eTurchia, scontrarsi con quello 'laico' di Abdullah al Thani,(riconosciuto dalla comunita' internazionale) a Beida,appoggiato da Egitto (in primis tramite il generale KhalifaHaftar) ed Emirati Arabi Uniti. Al Hasi ha anche accusato igruppi di ex gheddafiani di essere dietro la nascita delloStato islamico a Sirte. La via del negoziato resta per ora l'unica percorribilesecondo la comunita' internazionale: un "forte sostegno" allamediazione dell'inviato dell'Onu in Libia e' emersodall'incontro a Washington tra l'Alto rappresentante per lapolitica estera dell'Ue, Federica Mogherini, il segretario diStato Usa, John Kerry, il segretario generale Onu, Ban Ki-moon,e il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry. (AGI).