Isis, rabbia per sito assiro distrutto. Unesco "crimine di guerra"

(AGI) - Roma - Una settimana dopo la diffusione delvideo un cui miliziani dell'Isis distruggono a picconate lestatue del museo di  [...]

(AGI) - Roma, 5 mar. - Una settimana dopo la diffusione delvideo un cui miliziani dell'Isis distruggono a picconate lestatue del museo di Mosul, gli jihadisti hanno di nuovo presomira il patrimonio storico e culturale dell'Iraq, usando leruspe per abbattere le vestigia dell'antica citta' assira diNimrud. A denunciarlo e' stato il governo iracheno e l'Unescoha bollato le distruzioni come "un crimine di guerra". Oracresce l'allarme anche per il patrimonio storico e culturale dialtre zone minacciate dall'Isis, come i siti archeologici diCirene, Leptis Magna e Sabratha in Libia. Intanto le BrigateHezbollah, l'ala irachena del movimento sciita filo-iraniano,ha preso il controllo dell'intera area di al Dour, 25chilometri a sud di Tikrit. L'offensiva per la riconquistadella citta' natale di Saddam Hussein, condotta dall'esercitodi Baghdad con il sostegno delle formazioni della Mobilitazionepopolare e di gruppi tribali sunniti, proseguira' domani con unattacco sull'area di al Alam, a nord di Tikrit. Nimrud, fondata nel 13mo secolo avanti Cristo, si trova 30chilometri a sud-est di Mosul. L'Isis considera ogni tipo distatue e raffigurazioni di divinita' come "falsi idoli" e perquesto ne ordina la distruzione. Secondo il governo iracheno, icamion potrebbero essere stati usati dai miliziani anche perportar via i reperti. Impossibile comunque almeno finoramisurare l'entita' del danno. Molti artefatti erano stati gia'portati nei musei di Baghdad, ma altri rimanevano sul posto; eanche se alcuni erano solo repliche, altri erano diinestimabile valore. Secondo alcuni la distruzione di Nimrudpotrebbe anche un tentativo di coprire il saccheggio deireperti e la loro vendita sul mercato nero. La massima autorita' sciita irachena, il grande ayatollah,Ali al-Sistani ha invitato il Paese a fare uno sforzo unitarioper combattere il 'califfato': "Giorno dopo giorno, emerge lanecessita' di unirsi e combattere la feroce organizzazione chenon risparmia ne' gli uomini ne' i siti archeologici", ha dettodurante il consueto sermone del venerdi', pronunciato da un suocollaboratore. Da Mosca arriva un nuovo allarme: l'Isis ha messo le manisul traffico di droga, che oltre al petrolio, e' diventata lapiu' grande fonte di guadagno degli jihadisti. In particolarela vendita di eroina, derivata dall'oppio prodotto inAfghanistan, porta annualmente nelle casse dell'Isis fino a unmiliardo all'anno. E' la stima dell''Agenzia federale russa peril controllo sul traffico di droga (FSKN), riportatadall'agenzia Itar-Tass, secondo la quale "piu' della meta'dell'eroina venduta in Europa ha ormai matrice jihadista. Inprospettiva, l'eroina afghana puo' rendere allo Stato islamico"fino a 50 miliardi", avverte il direttore. (AGI).