Isis, Parigi toglie il passaporto ai jihadisti

(AGI) - Roma - Il fenomeno dei combattenti straniericontinua a impensierire l'Ue e la Turchia, il cui territorio e'attraversato da migliaia  [...]

(AGI) - Roma, 23 feb. - Il fenomeno dei combattenti straniericontinua a impensierire l'Ue e la Turchia, il cui territorio e'attraversato da migliaia di aspiranti jihadisti che vogliounirsi all'Isis. Le autorita' francesi hanno ritirato ipassaporti a sei cittadini che stavano pianificando un viaggioimminente in Siria. Si tratta della prima misura preventiva diquesto tipo, dopo le nuove leggi approvate a novembre perimpedire che francesi si rechino all'estero per combattere alfianco degli jihadisti per poi rientrare in patria come'foreign fighters'. Anche a un'altra quarantina di francesi sara' impedito di viaggiare all'estero. Lo scorso mese il premier francese, Manuel Valls, avevastimato in 1.400 i connazionali pronti a raggiungere la Siria ol'Iraq. E 1.400 sono i combattenti stranieri finora espulsi daAnkara, che sta collaborando con Londra al caso delle treragazze britanniche che, piantate in asso le rispettivefamiglie, sono partite alla vola del medio Oriente. La misura di quanto sia esteso il fenomeno dei "foreignfighters" lo da' anche il bilancio delle vittime del conflittoin Siria e in Iraq. Tra i 1.465 jiahdisti di Isis e 73qaedisti di Nusra uccisi nei 5 mesi da quando sono iniziati iraid della coalizione internazionale a guida Usa contro loStato Islamico in Iraq (8 agosto) e in Siria (23 settembre)(cifre l'Osservatorio siriano per i diritti umani che denunciacome siano stati uccisi anche 62 civili, tra cui 8 minori e 5donne), la maggioranza e' costituita da 'combattentistranieri'. Intanto, e' arrivata nel Golfo Persico per partecipare airaid aerei anti-Isis la portaerei a propulsione nuclearefrancese Charles de Gaulle con la sua squadra navale. Gia'stamane il primo caccia-bombardiere Rafale e' decollato dalponte della de Gaulle in direzione dell'Iraq dove, a differenzache in Siria, i jet francesi effettuano raid da settembrecontro le postazioni Isis nell'ambito della coalizioneinternazionale a guida Usa. In Libia mentre e' stato raggiunto un accordo preliminareper una tregua fra le milizie di Misurata e quelle di Zintan,nelle regioni occidentali, il Parlamento di Torbuk, quellointernazionalmente riconosciuto, ha mandato all'aria itentativi dell'Onu di trovare un accordo con i rivali islamistidi Tripoli. Il governo di Abdullah al Thani ha fatto sapere chenon partecipera' ai colloqui in programma giovedi' a Rabat inMarocco, organizzati dall'inviato speciale Bernardino Leon. Da ultimo la Turchia ha giustificato lo sconfinamento inSiria per evacuare i propri soldati a guardia di un mausoleospiegando che stavano per essere attaccati dall'Isis. (AGI)