Imprese, a Trieste workshop Elis sull'internazionalizzazione

Il dg Rampolla, cooperazione fra pmi per affrontare sfide all'estero

Imprese, a Trieste workshop Elis sull'internazionalizzazione
 Consorzio Elis Going International

Trieste - "Internazionalizzazione non e' solo export. Le imprese esportano, importano, investono all'estero, forniscono e acquistano semilavorati e prodotti intermedi da tutto il mondo; stilano contratti, usano intermediari finanziari di altri Paesi, si assicurano contro rischi nazionali e internazionali, assumono collaboratori di nazionalita' diverse". Cosi' Alessandro Rampolla, direttore generale ELIS, al margine del V modulo del programma "Going International", descrive la complessa cornice in cui si muovono le aziende che operano a livello internazionale. Parola d'ordine di Going International, il programma di ELIS a supporto delle PMI del Made in Italy che vogliono ai mercati esteri, e' "la cooperazione fra imprese, per consentire alle aziende di superare i limiti della piccola dimensione e di poter affrontare le nuove sfide dell'internazionalizzazione, favorendo lo sviluppo di un atteggiamento piu' solidale nelle relazioni fra societa'" spiega Rampolla. Particolarita' dell'iniziativa e' che le 16 PMI partecipanti hanno delle aziende madrine - DHL, Ernst&Young, Fonditalia, Google, Fiorucci, Vodafone, Monte Paschi di Siena - che "trasferiscono il loro know-how e le loro esperienze" continua Rampolla, "e che le affiancano nella stesura di un piano di internazionalizzazione specifico, personalizzato e operativo, redatto in collaborazione con giovani laureandi".

Il 5° modulo, dedicato alle operations, si e' svolto oggi presso la Illy di Trieste, e ha trattato la pianificazione, progettazione, gestione, controllo e ottimizzazione dei sistemi produttivi con attenzione al flusso fisico dei materiali e a quello delle informazioni. Sono stati illustrati modelli e best practices dell'azienda relative alla configurazione di un sistema produttivo e logistico su scala mondiale, all'organizzazione dei trasporti internazionali, al ruolo delle dogane nella costruzione della supply chain internazionale ed alla gestione dei flussi fisici e finanziari su scala internazionale. Un'iniziativa che incrocia le esigenze delle PMI con le competenze delle grandi imprese e con le energie degli studenti, favorendo quindi sia il dialogo tra l'Universita' ed il mondo del lavoro, sia la condivisione di competenze tra aziende, le sinergie ed il networking. Tutto cio' per aiutare le PMI ad affrontare il complesso percorso di avvicinsgvbolgeamento ai mercati esteri: "Di solito una delle prime difficolta' e' la dimensione stessa della PMI. Infatti le piccole dimensioni dell'azienda non aiutano ad affrontare le importanti sfide che i mercati esteri richiedono. Un altro aspetto fondamentale che puo' determinare il successo o l'insuccesso di un progetto di internazionalizzazione sono le competenze specifiche per operare a livello globale. Quando un'impresa non ha tali competenze al suo interno, dovra' avvalersi di esperti in grado di guidarla verso nuovi i mercati.

Terzo, le risorse finanziare: e' ovviamente necessario che l'impresa sia economicamente solida ed abbia consolidato il suo business su alcuni mercati, anche interni, per poter pensare di affacciarsi verso l'estero" spiega Rampolla. "Da parte delle Istituzioni c'e' estrema attenzione a questo tema" ricorda Rampolla "attraverso azioni di sostegno alle PMI e alle reti di imprese non solo dal punto di vista finanziario. Ritengo fondamentale, per una strategia di accesso e consolidamento nei mercati internazionali da parte delle aziende italiane, che ci sia un lavoro sinergico tra i vari ministeri, le Camere di commercio, l'ICE, e tutti i soggetti preposti alla valorizzazione del Made in Italy. Bisogna investire inoltre nella promozione, per far comprendere a tutte quelle piccole e medie imprese che ancora non lo hanno fatto, l'importanza di aprirsi a nuovi mercati oltre i confini nazionali". Infine, un richiamo alla protezione del Made in Italy: "Se l'internazionalizzazione e' diventata quasi un' esigenza vitale, bisogna accrescere gli sforzi per tutelare i nostri prodotti e le nostre eccellenze a 360 gradi". ELIS dal 1992 svolge attivita' di ricerca, alta formazione e formazione continua, nonche' progetti di innovazione tecnologica o su tematiche di interesse pubblico. (AGI)