Immigrati: Commissione "situazione da affrontare ora, non fra 4 mesi"

(AGI) - Bruxelles - La Commissione europea continua apensare che la sua proposta legislativa per affrontarel'emergenza immigrazione debba essere attuata "al piu' presto"e la difendera' "fino all'ultima parola". Lo ha detto ilportavoce Margaritis Schinas, di fatto escludendo che Bruxellesabbia deciso di fare marcia indietro sull'obbligatorieta' dellaredistribuzione di 40 mila migranti arrivati in Italia e Greciadopo il 15 aprile. "C'e' un'emergenza nel Mediterraneo che e'sotto gli occhi di tutti - ha aggiunto Schinas - non dobbiamospiegare una situazione evidente. Aspettiamo di vedere comevanno le discussioni fra gli Stati della

(AGI) - Bruxelles, 12 giu. - La Commissione europea continua apensare che la sua proposta legislativa per affrontarel'emergenza immigrazione debba essere attuata "al piu' presto"e la difendera' "fino all'ultima parola". Lo ha detto ilportavoce Margaritis Schinas, di fatto escludendo che Bruxellesabbia deciso di fare marcia indietro sull'obbligatorieta' dellaredistribuzione di 40 mila migranti arrivati in Italia e Greciadopo il 15 aprile. "C'e' un'emergenza nel Mediterraneo che e'sotto gli occhi di tutti - ha aggiunto Schinas - non dobbiamospiegare una situazione evidente. Aspettiamo di vedere comevanno le discussioni fra gli Stati della prossima settimana, itempi dell'approvazione dipendono dal Consiglio". L'emergenzaimmigrazione "deve essere affrontata ora, non fra 4 mesi"-ribadisce la Commissione europea - il problema va affrontatonel suo complesso, in particolare per quanto riguarda laredistribuzione di 40 mila migranti giunti in Italia e Greciadal 15 aprile. Come ha detto la portavoce Natasha Bertaud, "laproposta e' stata elaborata proprio per far fronte a unasituazione di emergenza" e quindi la Commissione non e'disposta a fare marcia indietro su nessun punto, neanche sulprincipio dell'obbligatorieta' contestato da una decina dipaesi. La decina di paesi dell'Unione europea che si oppongono alprincipio della redistribuzione obbligatoria degli immigratidovra' scontrarsi con la determinazione della Commissione nelribadire la sua proposta "fino all'ultima parola", come haribadito anche oggi il portavoce della Commissione, e con unamaggioranza di paesi, fra cui Francia e Germania, che invecesono a favore di una decisione al piu' presto. La discussionedei ministri degli Interni prevista per martedi' prossima aLussemburgo non sara' l'ultima occasione di confronto; i paesibaltici, quelli dell'Est, Spagna e Portogallo, secondo quantoriferisce una fonte diplomatica, martedi' chiederanno chel'agenda della Commissione europea sull'immigrazione prevedache la condivisione della responsabilita' sull'accoglienza siasu base volontaria. In realta', non e' previsto che unadecisione formale sia presa gia' martedi'. In quella sede,secondo quanto deciso dai capi di Stato e di governo nelvertice straordinario del 23 aprile, dopo l'ultima strage dimigranti al largo delle coste libiche, i ministri degli Internidovranno piuttosto stabilire una linea sulla proposta dellaCommissione, "risposta concreta e operativa" all'emergenza, chela presidenza lettone si incarica di riferire ai leader alconsiglio europeo del 25 e 26 giugno. Inoltre, a meno che nonsi ritorni alle vecchie regole di voto che prevedono lapossibilita' di una "minoranza di blocco", la maggioranzaqualificata e' comunque sicura. Successivamente, prima dellapausa estiva, ci sara' una terza occasione per i Ventotto didiscutere, ed eventualmente anche approvare una comunicazione:il 9 e 10 luglio ci sara' infatti un consiglio informale deiministri degli Interni, dopo che la presidenza di turno sara'passata dalla Lettonia al Lussemburgo. Il passaggio ditestimone e' importante: se il Granducato e' infatti fra ipaesi a favore dell'agenda Ue sull'immigrazione, Riga nonspinge perche' una decisione sull'obbligatorieta' venga presanel suo semestre di presidenza. I francesi, che assieme aitedeschi avevano diffuso la scorsa settimana un documentocomune in cui si chiedeva di rivedere i criteri che hannoportato all'indicazione sui numeri di migranti da ricollocarenei diversi paesi, considerano prioritario che ci sia"equilibrio fra la solidarieta' e la responsabilita'". In altreparole, se i paesi Ue sono chiamati ad accogliereobbligatoriamente un certo numero di richiedenti asilo, e'necessario pero' che nei paesi di primo arrivo, quindiinnanzitutto Italia e Grecia, il sistema di accoglimento eidentificazione dei migranti sia efficace e affidabile, con ilsostegno di Frontex, perche' le persone da "ricollocare" neglialtri paesi siano davvero quelle che ne hanno diritto. Per glialtri, quelli che non hanno diritto alla protezioneinternazionale ma sono venuti in Europa in cerca di fortunaeconomica, la Francia ed altri paesi insistono perche' sidefinisca uno schema piu' robusto per i rimpatri. Anche suquesto, Italia e Grecia devono essere sostenuti da Frontex e altempo stesso e' necessario rafforzare la cooperazione dell'Uecon i paesi di origine: su questo, nei giorni scorsi ilcommissario per gli Affari interni Dimitris Avramopoulos hainviato una lettera ai Ventotto. In ogni caso, secondo lafonte, Francia e Germania, e una decina di altri, sono a favoreche la decisione sull'agenda europea sull'immigrazione siapresa a breve termine, cosi' come ne e' convinta laCommissione. Un responsabile comunitario aveva nei giorniscorsi messo in guardia contro il rischio della finedell'integrazione europea in caso di fallimento di questaproposta. Nei giorni del trentesimo anniversario del trattatodi Schengen non sarebbe un segnale positivo. (AGI) .