"Fate qualcosa per Hong Kong". L'appello di Wong (anche all'Italia)

All'attivista 23enne è stato vietato di espatriare e quindi non potrà rispondere all'invito di 6 paesi europei, tra cui anche quello del nostro Paese attraverso la Fondazione Feltrinelli

hong kong joshua wong
ANTHONY WALLACE / AFP
 Joshua Wong

L'Alta Corte di Hong Kong ha respinto il ricorso dell'attivista pro-democratico Joshua Wong per potere espatriare. Lo riferisce il partito politico di appartenenza di Wong, Demosisto, dal proprio account Telegram. Il 23enne aveva in programma, nelle prossime settimane, un viaggio in sei Paesi europei, tra cui l'Italia, dove era stato invitato dalla Fondazione Feltrinelli, per un evento in calendario il 27 novembre prossimo.

La decisione è stata presa per il rischio di fuga del giovane attivista pro-democratico, si legge nel messaggio del partito co-fondato nel 2016 dallo stesso Wong, che si trova in libertà su cauzione per le accuse di manifestazione illegale.

L'attivista era stato invitato anche dal Parlamento Europeo, scrive Demosisto, e tra i Paesi europei che avevano invitato Wong per partecipare a conferenze e altre attivitè figurano anche Francia e Germania, oltre all'Italia. Wong, secondo quanto riporta l'emittente di Hong Kong Rthk, era stato invitato anche in Belgio, Svizzera e Gran Bretagna per incontri e udienze nei Parlamenti.

"Privandomi della libertà di movimento, la Corte ha imposto una punizione ulteriore, prima che venissi giudicato colpevole", ha commentato Wong. "È chiarissimo che il modello 'Un Paese, due Sistemi' - con cui Pechino regola il proprio rapporto con Hong Kong - "è ora sull'orlo del collasso, sforzi coordinati sono necessari per aiutare Hong Kong".

L'appello all'Italia

"Chiediamo al governo italiano che sostenga il processo di democratizzazione, perché non stanno prendendo di mira solo i manifestanti, ma anche giornalisti, soccorritori, infermieri, dottori. Stiamo soffrendo una crisi umanitaria. Il mondo deve fare qualcosa per Hong Kong". Wong, intervistato da Skytg24, ha parlato direttamente ai rappresentati politici del nostro Paese. 

"La popolazione di Hong Kong sta soffrendo una crisi umanitaria ed è pazzesco vedere gli studenti bloccati all'interno del campus universitario, attaccati con i lacrimogeni e i proiettili di gomma", ha continuato l'attivista, che ha poi tenuto a sottolineare che "gli studenti devono fare le barricate per proteggersi. Il loro raduno non è illegale".

"È normale per gli studenti riunirsi nel campus e non ci sono ragioni per essere bloccati all'interno", ha proseguito, "da sei mesi a questa parte hanno arrestato 5 mila persone, da sabato a oggi ne sono arrestate 1.500. Questo dimostra la violazione dei diritti umani, le persone di Hong Kong sono state rapite e portate in Cina".



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