Quali sono le opzioni militari di Trump in Siria, e i possibili obiettivi

I principali obiettivi militari dell'esercito americano

Quali sono le opzioni militari di Trump in Siria, e i possibili obiettivi 
Foto: NICHOLAS KAMM / AFP 
Donald Trump (AFP) 

Il mondo è con il fiato sospeso in attesa di vedere se il presidente americano, Donald Trump, deciderà di rispondere con un'azione militare al pesante bombardamento - condotto con armi chimiche, secondo la Casa Bianca - che ha ucciso decine di civili, tra cui donne e bambini, in Siria. Di seguito le opzioni che potrebbe scegliere il presidente americano, che da poco è guidato dal nuovo consigliere per la sicurezza nazionale, il 'falco' e interventista, John Bolton. Tre le opzioni militari sul tappeto.
 

Un'operazione mirata

Esattamente come un anno fa, potrebbe lanciare una salve di missili Tomahawk dalle portaerei al largo del Mediterraneo: nell'aprile 2017, i 59 missili colpirono la base da cui erano partiti gli aerei siriani che avevano sganciato armi chimiche e provocato la strage di Khan Sheikhoun. Il rovescio della medaglia è che quell'attacco mirato non ha dissuaso il presidente siriano, Bashar al-Assad, a continuare per la sua strada.
 

Un'operazione allargata contro le basi del regime

Potrebbe decidere di colpire diversi aeroporti e basi militari del regime, avvisando i russi in anticipo. I 'falchì sostengono che se non colpisce chi puntella il regime, Russia e Iran, è improbabile che lo indebolisca.
 

Un'operazione contro i centri di controllo russo siriani
 

Attacco alle basi comuni e ai centri di comando rossu-iraniani. La Russia però ha già detto che reagirà ad attacchi che mettono in pericolo le truppe russe. In questo caso, Russia, Iran e Siria potrebbero limitare la loro risposta al tentativo di abbattere i missili o gli aerei statunitensi. Più pericolosa è la possibilità di un contrattacco, magari contro una nave da guerra americana nel Mediterraneo.

Obiettivi possibili

L'importante base aerea di Khmeimim, nel nord-ovest del Paese, è considerata dal Pentagono come principale punto di partenza per tutti i raid su Damasco e Ghouta. La base è gestita dai militari russi. La base militare di Al Dumayr, a est di Duma, è quella da dove sarebbero partiti gli elicotteri Mil Mi-8 con a bordo i barili con gas tossici sganciati sulla Ghouta.



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