Grecia: default spaventa la Cina, investitori preoccupati

Pechino, 1 lug. - La Cina non vuole una crisi nel cuoredell'Europa ed e' spaventata dal possibile default dellaGrecia. Ma Pechino al momento non ha intenzione di offrireaiuti finanziari ad Atene. Ne sono convinti Michele Geraci,direttore del China Economic Research Program presso laNottingham University Business School China e direttore delGlobal Policy Institute China, e Alberto Forchielli Presidentedi Osservatorio Asia intervistati oggi da Radio Radicaleall'interno della rubrica in collaborazione con AgiChina. Pechino oggi ha chiesto che i negoziati tra Atene e i suoicreditori continuino dopo il mancato pagamento della Grecia alFmi.

Pechino, 1 lug. - La Cina non vuole una crisi nel cuoredell'Europa ed e' spaventata dal possibile default dellaGrecia. Ma Pechino al momento non ha intenzione di offrireaiuti finanziari ad Atene. Ne sono convinti Michele Geraci,direttore del China Economic Research Program presso laNottingham University Business School China e direttore delGlobal Policy Institute China, e Alberto Forchielli Presidentedi Osservatorio Asia intervistati oggi da Radio Radicaleall'interno della rubrica in collaborazione con AgiChina. Pechino oggi ha chiesto che i negoziati tra Atene e i suoicreditori continuino dopo il mancato pagamento della Grecia alFmi. "Ci auguriamo - ha detto il portavoce del ministero degliEsteri di Pechino - che i principali creditori mantenganoaperti i colloqui con la Grecia e cerchino di raggiungere unaccordo nel modo piu' veloce possibile per risolvere questacrisi". La posizione di Pechino non e' nuova con Atene cherappresenta per il gigante asiatico la porta d'ingresso per ladistribuzione dei prodotti cinesi in Europa e Africa. Questasettimana lo stesso premier Li Keqiang, in visita a Bruxelles,ha fatto sapere che oltre Muraglia nessuno vuole assistere auna Grexit ed ha assicurato che Pechino continuera' adacquistare debito europeo. Alla Cina la partita greca interessamolto e un eventuale grexit terrorizza Pechino. "La Grecia puo'rappresentare il punto di arrivo della nuova via della seta. LaCina e' gia' presente con investimenti nel porto del Pireo"continua Geraci, che aggiunge: "Molte sono le societa' presentinel paese e non pochi i potenziali investitori che al momentosono al palo in attesa di capire l'evoluzione della crisi. Disicuro la Cina non sara' oggi disponibile a dare soldi peraiutare la Grecia a risollevarsi. Pechino si aspetta che lecose peggiorino". "La Cina dara' soldi alla Grecia quando lafrittata sara' fatta e andra' a raccogliere i cocci.Arriveranno altre aziende cinesi, come Cosco nel Pireo,interessate a investire su aeroporti e autostrade che possanocollegare per esempio il porto ai Balcani, come China PacificConstruction" scandisce Geraci. La Cina ha piu' di un interessein Grecia. Lo scorso febbraio il premier greco, Alexis Tsipras,ha ribadito l'importanza del suo Paese come porta d'accesso almercato europeo per la Cina, mentre era a bordo della navedella Marina cinese che in quei giorni e' al porto del Pireoper una missione cominciata lunedi' scorso. "Diamo una specialeimportanza agli esistenti investimenti cinesi in Grecia,incluse le importanti attivita' di Cosco nel porto del Pireo",ha dichiarato il primo ministro di Atene. Negli stessi giorniil premier Li Keqiang ha fatto pressioni su Tsipras perassicurare la tutela dei diritti delle societa' cinesi eappoggiare progetti nel porto. Cosco, il piu' importante gruppo di spedizioni marittimecinese, e' nella shortlist di uno schema di privatizzazioni delporto del Pireo, assieme ad altri quattro gruppi, peraggiudicarsi una quota di maggioranza del 67% dello scalomarittimo greco. L'espansione del porto siglata il 27 giugnodel 2013 prevede un investimento da parte del gruppo cinese di224 milioni di euro. L'interesse di Cosco non si ferma solo alsettore dei porti: Wei Jiafu, a capo di Cosco, aveva dichiaratoin quell'occasione, come scriveva il giornale grecoEkathimerini, che Cosco era pronto a compiere il passo diinvestitore strategico nel porto del Pireo a investitorestrategico nel Paese, esprimendo l'interesse del gruppo ancheper altre strutture presenti sul suolo greco. Anche i giganti delle telecomunicazioni cinesi hannoiniziato a guardare verso Atene. L'anno scorso Zte Corporation(Zhongxing Telecommunication Equipment Corporation) ha ottenutouna prelazione sull'uso del Pireo come base logistica per ilcommercio in Europa. Quest'anno - secondo rumors - e' ilcolosso Huawei a cercare un modo per penetrare il mercatogreco. .

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