Egyptair, riemerge l'ipotesi esplosione

Primi esiti esami autoptici sarebbero compatibili con una bomba. Medico legale: nulla di certo 

Egyptair, riemerge l'ipotesi esplosione
rottami aereo Egyptair (Afp) 

 Londra - Giallo sui risultati degli esami autoptici sui resti umani delle 66 persone a bordo del volo MS804 della EgyptAir. Una fonte anonima dell'equipe dei medici legali egiziani ha riferito che le condizioni in cui sono stati trovati i frammenti dei corpi fanno pensare a un'esplosione. Poi un portavoce del ministero della Giustizia del Cairo ha esplicitamente escluso che siano state trovato tracce di esplosivo nei tessuti umani. Infine il capo del team di medici legali, Isham Hisham Abdel Hamid, ha smentito che vi siano indicazioni di un'esplosione a bordo: "Tutto quanto è stato pubblicato è completamente falso". 
Di certo per ora c'è solo il fatto che non sia stata trovata alcuna traccia di esplosivo sui resti umani. Quanto all'esplosione, quando cade un aereo, fanno notare gli esperti, c'è sempre un'esplosione prima o dopo: in aria, come risultato di un'avaria o di un atto criminale; o quando il velivolo si schianta in mare dopo una picchiata di migliaia di metri. 
Le forze armate egiziane hanno recuperato un'ottantina di frammenti delle persone che si trovavano a bordo dell'aereo, che vengono ora analizzati dai medici legali al Cairo. A parlare per prima di esplosione è stato uno dei medici legali del team investigativo che ha personalmente esaminato decine di resti custoditi nell'obitorio: ha raccontato che i frammenti portati al Cairo finora sono troppo piccoli e che "non c'e' neppure una parte intera di corpo, tipo un braccio o una testa. La spiegazione logica è che ci sia stata un'esplosione".

Un'altra fonte ha aggiunto comunque che al momento è stato recuperato solo una minuscola parte di materiale umano, e dunque è troppo presto per fare ipotesi, tanto più per affermare che ci sia stata una bomba a bordo. Intanto le ricerche, nel tratto di mare tra l'isola greca di Karpathos e le coste settentrionali egiziane continuano. Si cercano soprattutto le scatole nere. Il presidente Abdel Fattah al Sisi ha annunciato domenica che è stato inviato anche un sottomarino per scandagliare i fondali.
Stamane, infine, al Cairo sono arrivati alcuni familiari per il prelevamento del Dna che aiutera' a identificare i resti. E cinque giorni dopo il disastro le autorita' non sono ancora riusciti neppure a capire se la tragedia sia stata causata da un atto terroristico o da un'avaria. A rilanciare l'ipotesi di un attentato lunedì erano state anche le affermazioni del presidente della Compagnia nazionale per i servizi di navigazione aerea egiziana, Ehab Azmi, il quale aveva negato che l'Airbus avesse compiuto una brusca virata prima di schiantarsi, come era stato sostenuto. Secondo Azmi, prima di scomparire dai radar il velivolo volava alla normale quota di 37 mila piedi (circa 11 mila metri). Le dichiarazioni del funzionario egiziano contraddicono la versione fornita in precedenza dal ministro della Difesa greco, Panos Kammenos, secondo cui l'aereo avrebbe compiuto due virate improvvise, scendendo a quota 22 mila piedi (circa 6 mila metri) prima di perdere il contatto radar. (AGI)