Gentiloni, continueremo a pretendere verità su Regeni

L'intervento dopo che 007 del Cairo hanno riferito che fu arrestato il giorno della sua scomparsa

Gentiloni, continueremo a pretendere verità su Regeni
 Paolo Gentiloni - afp

Milano - "Al di là delle valutazioni su queste notizie, che non spetta al governo di fare, è chiaro che ci confermano nella nostra posizione che abbiamo assunto in modo molto chiaro in queste settimane" cioè "pretendere la verità" sull'uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a margine di un convegno a Milano, ha commentato così le ultime indiscrezioni secondo cui il giovane ricercatore sarebbe stato arrestato dalla polizia egiziano il giorno della scomparsa. Senza entrare nel merito della notizia, il titolare della Farnesina ha sottolineato che "se qualcuno pensa che il trascorrere del tempo farà modificare la posizione del governo italiano, se pensa che con il trascorrere del tempo rinunceremo a chiedere e a pretendere la verità sull'omicidio di Giulio Regeni, si sbaglia". Ieri una fonte dell'intelligence del Cairo ha riferito che Giulio fu arrestato dalla polizia egiziana il giorno della sua scomparsa. Notizia immediatamente smentita dal ministero dell'Interno egiziano.

Intanto sul caso del ricercatore italiano torturato e ucciso arriva anche il pressing degli Stati Uniti sul Cairo. Gli Usa chiedono un'indagine "imparziale e completa" sull'omicidio. "I dati emersi finorahanno sollevato domande sulle circostanze della morte che riteniamo possa essere risolta solo attraverso un'indagine imparziale e completa", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, John Kirby, parlando in un briefing della recente visita di John Kerry al Cairo. 

Sempre oggi da Siena il presidente del parlamento europeo George Schultz ha rinnovato il sostegno all'Italia pur entrando "nella controversa questione dell'odioso e vile omicidio" di Regeni."Il Parlamento europeo - ha detto - si e' già espresso a riguardo chiedendo alle autorità egiziane di dar prova di trasparenza e di collaborare con le autorità al riguardo". Secondo Schultz "finora hanno fallito la prova. L'Unione europea e il Parlamento europeo continueranno a essere vigili". E ha aggiunto: "Vorrei dire chiaramente. Giulio Regeni era un cittadino italiano ma era anche un cittadino europeo. L'unione europea spalleggia l'Italia nella sua ricerca di verità. Aderisco inoltre all'appello 'Verita' per Giulio Regeni' . Chiunque si sia macchiato delle torture su Giulio Regeni - ha concluso Schultz - e della sua uccisione si trovava all'estremo opposto di Regeni: l'oscurantismo, l'ignoranza, l'opposizione ad ogni forma di dialogo ". (AGI)